Accogliendo l’invito di Anna, rispondo volentieri al questionario di 15 domande sulle mie letture del 2011.
Ecco le domande e le mie risposte:
1) Quanti libri hai letto nel 2011?
Ne ho letti 65, per un totale di 21’111 pagine.
2) Quanti erano fiction e quanti no?
Sono quasi tutti romanzi e una manciata di saggi. I libri di studio non li calcolo mai…
3) Quanti scrittori e quante scrittrici?
Più libri di scrittori…(38 vs. 27).
4) Il miglior libro letto?
Non saprei, ma tra i tanti sicuramente Via col vento mi è piaciuto moltissimo.
5) E il più brutto?
Uno che avrò abbandonato…
6) Il Libro più Vecchio che hai letto?
Forse Il maestro e Margherita pubblicato nel 1860.
7) E il più recente?
Seppellitemi dietro il battiscopa di Pavel Sanaev.
8) Qual è il libro con il titolo più lungo?
Il centenario che saltò dalla finestra e poi scomparve… Chilometrico direi!
9) E quello col titolo più corto?
Caino di Saramago.
10) Quanti libri hai riletto?
Nessuno.
11) E quali vorresti rileggere?
Orgoglio e pregiudizio della Austen e la saga di Harry Potter.
12) I libri più letti dello stesso autore quest’anno?
Non sono una lettrice seriale, il massimo di libri letti per autore sono due, tra cui quelli di Murakami, Yehoshua, Oates, Némirovsky, Ballard, Lansdale e Gregory.
13) Quanti libri scritti da autori italiani?
Due. Non amo molto gli autori italiani, non si nota, eh?
14) E quanti libri letti sono stati presi in biblioteca?
Quasi tutti.
15) Dei libri letti quanti erano e-book?
5 forse… ma vanno sempre più aumentando!
Spero di aver risposto in modo abbastanza esauriente e che magari qualcuno possa prendere qualche spunto di lettura interessante. Baci e buon anno cari lettori!
Saša Savel’ev è un bambino russo cui non è permesso sudare, togliersi la calzamaglia di lana ruvida da economia socialista, inghiottire cibo in un solo boccone: a tutte le interdizioni sovrintende Nina Anatol’evna, la nonna furibonda, chiassosa e straripante cui il bambino è affidato da quando sua madre si è innamorata di un pittore anticonformista. Saša, convinto dalla nonna che la mamma lo ha scambiato con un nano-vampiro, è cagionevole, e Nina lo soffoca ricoprendolo di cure, costrizioni e insulti. Con straordinaria comicità, Saša ci racconta dal suo punto di vista quest’esistenza tragicomica, in un’irresistibile opera prima che in Russia è un libro di culto per moltissimi ex bambini sovietici.Il romanzo ha ricevuto il Triumph Prize 2005 ed è stato nominato per il Russian Booker Prize 2007.

“È giunta l’ora di farla finita con la favola millenaria secondo cui felicità, beatitudine e serenità sono mete desiderabili della vita. Troppo a lungo ci è stato fatto credere, e noi ingenuamente abbiamo creduto, che la ricerca della felicità conduca infine alla felicità”. Watzlawick costruisce qui uno specchio ironico che, pur tenendo viva una costante tensione tra il divertimento e il disagio di riconoscersi, non priva il lettore del piacere di interpretare il messaggio: come rendersi felicemente infelici?