Meme Libri – Sempre tirando le somme del 2011

Accogliendo l’invito di Anna, rispondo volentieri al questionario di 15 domande sulle mie letture del 2011.

Ecco le domande e le mie risposte:
1) Quanti libri hai letto nel 2011?
Ne ho letti 65, per un totale di 21’111 pagine.

2) Quanti erano fiction e quanti no?
Sono quasi tutti romanzi e una manciata di saggi. I libri di studio non li calcolo mai…

3) Quanti scrittori e quante scrittrici?
Più libri di scrittori…(38 vs. 27).

4) Il miglior libro letto?
Non saprei, ma tra i tanti sicuramente Via col vento mi è piaciuto moltissimo.

5) E il più brutto?
Uno che avrò abbandonato…

6) Il Libro più Vecchio che hai letto?
Forse Il maestro e Margherita pubblicato nel 1860.

7) E il più recente?
Seppellitemi dietro il battiscopa di Pavel Sanaev.

8) Qual è il libro con il titolo più lungo?
Il centenario che saltò dalla finestra e poi scomparve… Chilometrico direi!

9) E quello col titolo più corto?
Caino di Saramago.

10) Quanti libri hai riletto?
Nessuno.

11) E quali vorresti rileggere?
Orgoglio e pregiudizio della Austen e la saga di Harry Potter.

12) I libri più letti dello stesso autore quest’anno?
Non sono una lettrice seriale, il massimo di libri letti per autore sono due, tra cui quelli di Murakami, Yehoshua, Oates, Némirovsky, Ballard, Lansdale e Gregory.

13) Quanti libri scritti da autori italiani?
Due. Non amo molto gli autori italiani, non si nota, eh? :D

14) E quanti libri letti sono stati presi in biblioteca?
Quasi tutti.

15) Dei libri letti quanti erano e-book?
5 forse… ma vanno sempre più aumentando!

Spero di aver risposto in modo abbastanza esauriente e che magari qualcuno possa prendere qualche spunto di lettura interessante. Baci e buon anno cari lettori!

I top e flop del 2011

Ecco come promesso i miei personali top e flop del 2011…

- Via col vento – Margareth Mitchell
Bellissimo libro, completo e indimenticabile. A parte la storia d’amore e odio, ho apprezzato moltissimo le parti storiche…

- Annus Mirabilis – Geraldine Brooks
Molto bello anche questo, anche se cade un po’ sul finale. Però dà un’idea limpida e impressionante di ciò che poteva portare la peste in un piccolo villaggio…

- Quando cadrà la pioggia tornerò – Takuji Ichikawa
La lettura più dolce e tenera del 2011. Bellissimo il rapporto padre-figlio e l’atmosfera in cui viene narrata la storia… Le riescono a creare solo i giapponesi delle atmosfere così.

- La fine del mondo e il paese delle meraviglie – Haruki Murakami
Un libro strano, fuori di testa, onirico fino all’impossibile, ma geniale. Non so come Murakami abbia potuto partorirlo… Da leggere lasciando da parte tutta la parte razionale in proprio possesso, bisogna essere pronti per partire in un viaggio nell’inconscio… e allora ne rimarrete affascinati.

- Trilogia della città di K. – Agota Kristof
Uno stile unico, un libro originale e forte. Rimane sicuramente impresso, spiazza e commuove.

- L’amante - Abraham Yehoshua
Anche questo un libro particolare, ma molto bello. Se vi piacciono l’analisi psicologica, le storie di vita, l’approfondimento delle dinamiche famigliari, allora potrebbe fare per voi.

- Abissi d’acciaio - Isaac Asimov
Un mix scoppiettante tra giallo e fantascienza… Solitamente non sono una grande fan di quest’ultima, ma questo mi è piaciuto moltissimo!

- La bambina che salvava i libri – Markus Zusak
Il libro che probabilmente mi ha commossa di più. Personaggi stupendi…

- Parti in fretta e non tornare – Fred Vargas
Piccolo gioiellino della Vargas.

- L’insostenibile leggerezza dell’essere - Milan Kundera
Da leggere e trarne ciò che fa per sé.

I flops totali del 2011:

- Nel segno della pecora – Haruki Murakami
- La svastica sul sole – Philip K. Dick
- Ritratti d’artista – Susan Vreeland
- Caino – José Saramago
- La stella di Strindberg – Jan Wallentin
- Orlando – Virginia Woolf
- Il centenario che saltò dalla finestra e poi scomparve – Jonas Jonasson
- Il maestro e Margherita – Bulgakov
- Uno studio in rosso – Arthur Conan Doyle

E i vostri quali sono?

Seppellitemi dietro il battiscopa – Pavel Sanaev

Saša Savel’ev è un bambino russo cui non è permesso sudare, togliersi la calzamaglia di lana ruvida da economia socialista, inghiottire cibo in un solo boccone: a tutte le interdizioni sovrintende Nina Anatol’evna, la nonna furibonda, chiassosa e straripante cui il bambino è affidato da quando sua madre si è innamorata di un pittore anticonformista. Saša, convinto dalla nonna che la mamma lo ha scambiato con un nano-vampiro, è cagionevole, e Nina lo soffoca ricoprendolo di cure, costrizioni e insulti. Con straordinaria comicità, Saša ci racconta dal suo punto di vista quest’esistenza tragicomica, in un’irresistibile opera prima che in Russia è un libro di culto per moltissimi ex bambini sovietici.Il romanzo ha ricevuto il Triumph Prize 2005 ed è stato nominato per il Russian Booker Prize 2007.

Trovo difficile dire qualcosa su questo libro. La nonna è un personaggio davvero fuori dalle righe, cosa che all’inizio può suscitare ilarità. Andando avanti ci si accorge che in realtà la storia è di una grande tristezza… Sembra che solo attraverso la chiave ironica l’autore possa raccontarla, quasi non si potesse sopportarla altrimenti… Ci troviamo davanti a delle esistenze che per un motivo o per l’altro tirano avanti, ma che sono estremamente infelici. Sogni infranti, rancori, paure e un circolo di infanzia negata che si porta avanti nelle generazioni… Alla fine però, una luce sembra di nuovo rinascere. E l’autore, cerca di raccontarci tutto ciò, facendoci ridere, anche se una simile realtà ci farebbe soltanto piangere lacrime amare.

Buona vigilia…

e buon Natale a tutti voi!

Fatemi sapere se e quali libri avete trovato sotto l’albero! ;)

E a breve sul blog i migliori e i peggiori libri del 2011 tra le letture fatte!

Un viaggio in Congo…

“In Congo” trasporta il lettore nella jungla più fitta e sulle acque infestate di coccodrilli dell’Africa subsahariana. Discendendo in piroga il tratto navigabile più lungo del Congo, da Kisangani fino alla capitale, Kinshasa, una distanza di 1736 chilometri e imbattendosi lungo il viaggio in mercanti, prostitute, sciamani, pescatori, bambini, Tayler conduce nel “cuore di tenebra” dell’Africa nera, là dove non è raro ritrovarsi faccia a faccia con tribù ostili, i cui antenati furono massacrati dagli uomini con la pelle bianca, o alle prese con una natura incantevole ma piena di insidie e pericoli.

All’inizio sembra il viaggio di un folle… si butta in questa avventura molto pericolosa e nonostante passi la maggior parte dei momenti da incubo va avanti… Personalmente leggendolo mi dicevo: “ma questo cosa pensava di fare?”. Alla fine si è rivelato interessante per il messaggio finale, che riassume un percorso interiore di consapevolezza dell’autore, che forse senza questa esperienza non avrebbe mai fatto davvero. È l’effetto che può fare l’Africa come anche altri paesi molto poveri. Finché non li si vive sulla pelle non si può comprendere realmente. Tayler parte dalla Russia in un momento di crisi personale, in cui ha bisogno di capire chi è e cosa vuole dalla vita. Incontrando un popolo povero, in un paese devastato, si rende conto che forse – lo cito – aveva sfruttato lo Zaire come un immenso parco giochi dove risolvere i suoi dilemmi esistenziali di ragazzo ricco.

È una lettura che consiglio a chi ama l’Africa, a chi ama i viaggi, a chi ama aprire la mente.

Ah dimenticavo…

Oggi è il mio compleanno! Forse non fregherà niente a nessuno, ma ho passato davvero una bella giornata. Sono felice. Good night and good luck to everyone!

Arriva Zazie, quando la libreria diventa emotiva

Per chi non l’avesse ancora letto sul Corriere o altrove, da oggi apre ufficialmente i battenti  il nuovo network sui libri, tutto all’italiana. Si chiama Zazie, ispirato al libro di Queneau.

Il paragone con Anobii (anche perché quest’ultimo vuole essere una risposta ad esso) è automatico, ma per ora non mi sento di dare ancora giudizi definitivi. Personalmente sono molto affezionata ad Anobii, dove mi sono sempre trovata molto bene. Mi piace molto, però, di Zazie, l’idea di poter inserire i mood, specialmente per una come me che dà grande importanza alle sensazioni ed emozioni che un libro suscita. Mancano però delle emozioni adeguate da abbinare ai libri gialli o thriller, che possano indicare paura o mistero o qualcosa di simile. Anche l’emozione ammirazione manca… ho notato insomma qualche pecca in questo senso (anche il fatto di non poter predefinire un ordine preciso dei libri mi infastidisce un po’, così mi sembra tanto disordinata e a casaccio la libreria…), ma penso che col tempo abbia ancora tempo di perfezionarsi. Come ogni progetto, all’inizio deve prima bene ingranare.

Dateci comunque un’occhiata, vale la pena e il design è molto carino! Io seguo gli sviluppi e dopo che l’avrò un po’ utilizzato vi aggiornerò sul suo funzionamento ;)

Per chi fosse interessato, la mia libreria zaziana :D la trovate qui. Se lo desiderate, aggiungetemi pure!

Se volete iscrivervi andate direttamente su Zazie.it.

Istruzioni per rendersi infelici – Paul Watzlawick

“È giunta l’ora di farla finita con la favola millenaria secondo cui felicità, beatitudine e serenità sono mete desiderabili della vita. Troppo a lungo ci è stato fatto credere, e noi ingenuamente abbiamo creduto, che la ricerca della felicità conduca infine alla felicità”. Watzlawick costruisce qui uno specchio ironico che, pur tenendo viva una costante tensione tra il divertimento e il disagio di riconoscersi, non priva il lettore del piacere di interpretare il messaggio: come rendersi felicemente infelici?

Una lettura in chiave ironica delle trappole del pensiero negativo che possono colpirci. LOL. Niente di nuovo, per quanto mi riguarda, ma comunque un buon ripasso. Porta molti esempi, è adatto quindi a tutti. Ci sono anche molte citazioni… tra cui quelle di Dostoevskij. Una di queste è tratta da I Demoni: “Tutto è buono… Tutto. L’uomo è infelice perché non sa di essere felice. Soltanto per questo. Questo è tutto, tutto! Chi lo comprende sarà subito felice. Immediatamente, nello stesso istante…”.

In poche parole l’idea è: Siamo noi i creatori della nostra infelicità, ma anche nella stessa misura della nostra felicità. Vi sembrerà forse banale, ma quanti riescono a controllare i propri pensieri negativi? E tra l’altro, anche controllandoli non è che spariscono, ci vuole poi un passo in più…

L’incipit: Da un essere umano, che cosa ci si può attendere? Lo si colmi di tutti i beni di questo mondo, lo si sprofondi fino alla radice dei capelli nella felicità, e anche oltre, fin sopra la testa, tanto che alla superficie della felicità salgano le bollicine, come sul pelo dell’acqua; gli si dia di che vivere, al punto che non gli rimanga altro da fare che dormire, divorare dolci e pensare alla sopravvivenza dell’umanità; ebbene, in questo stesso istante, proprio lo stesso essere umano vi giocherà un brutto tiro, per pura ingratitudine, solo per insultare. Egli metterà in gioco perfino i dolci e si augurerà la più nociva assurdità, la più dispendiosa sciocchezza, soltanto per aggiungere a questa positiva razionalità un proprio funesto e fanatico elemento. Egli vorrà conservare le sue stravaganti idee, la sua banale stupidità…

Il viaggio è sempre meglio dell’arrivare alla meta…