Non buttiamoci giù – Nick Hornby

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Incipit: Se posso spiegare perché volevo buttarmi da un palazzo? Certo che lo posso spiegare perché volevo buttarmi da un palazzo. Cavolo, non sono mica deficiente. Posso spiegarlo perché non è un fatto inspiegabile: è stata una scelta logica, la conseguenza di un pensiero fatto e finito.

Trama: Su un altissimo grattacielo londinese, la notte di San Silvestro, mentre imperversano botti e festeggiamenti, un presentatore televisivo in crisi matrimoniale e professionale decide di suicidarsi buttandosi giù dall’ultimo piano. Ma al momento decisivo si accorge di non essere da solo su quel grattacielo: c’è vicino a lui una donna disperata, senza lavoro e senza marito, alle prese con un figlio autistico. Anche lei sta per buttarsi giù. Ma spuntano anche una adolescente, sedotta e poi lasciata da un ragazzo, e un musicista americano fallito, ora cameriere in una pizzeria, pure lui abbandonato dalla ragazza. Anche loro vogliono suicidarsi. Forse sono un po’ troppi…

Pensavo che in un momento di tristezza questo libro avrebbe potuto farmi bene. Hornby, però, non l’avevo mai letto. Ho solo visto il film “About a boy” e l’avevo trovato carino. Invece questo libro è pieno di cinismo e personaggi che non fanno nessuna compassione. Sono personaggi che chiaramente sfuggono alle loro responsabilità e non vogliono affrontare le conseguenze delle loro azioni. L’unica che si salva un po’ è Maureen. Per questo mi è sembrato che Hornby volesse parlare di suicidio, ma alla fine ci è girato un po’ attorno… forse perché è un argomento difficile. Fatto sta che non mi è piaciuto granché. Troppo cinismo e cattiveria gratuita. In poche parole non ho apprezzato molto il suo stile. È anche pieno di parolacce inutili. Unica cosa davvero interessante erano i libri che leggeva JJ e la storia degli scrittori suicidi. Primo Levi è sospettato di suicidio: si è buttato giù dalle scale. Virginia Woolf si è annegata. Hemingway si è sparato un colpo di fucile alla testa. Poi anche il finale è lasciato un po’ così. Dal libro trapela l’impotenza verso una vita inutile e senza speranze. Mi dispiace molto per Hornby… deve essere davvero una persona triste e con un grande vuoto dentro, e questo di certo non rende bella la vita. Peccato perché l’idea non era male.

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4 pensieri su “Non buttiamoci giù – Nick Hornby

  1. Di questo autore ho letto soltanto “Un ragazzo”, e ricordo che a tratti mi era piaciuto, a tratti no.
    Mmm.

    Terrò a mente le tue opinioni. Il cinismo va dosato, ma l’idea del libro sembra diversa dalle solite.

  2. A tratti anche a me è piaciuto questo… però a tratti proprio no. Inoltre a quanto pare l’idea è molto simile a quella del libro “Piccoli suicidi tra amici” che alcuni dicono sia meglio. Non so. Forse più in là proverò a leggere qualcosa d’altro di lui… in questo caso però non mi ha convinta.

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