Il Natale si avvicina…

E anche la fine dell’anno… tirando le somme quali sono i libri più belli che avete letto in questo anno?

I dieci libri che io mi sento di consigliare (magari anche come suggerimento per un eventuale regalo di Natale che ancora non avete comprato) sono:

1. La custode di mia sorella – Jodi Picoult: Questo è il libro che in assoluto mi è piaciuto più di tutti. È molto commovente e triste. La mia recensione la potete trovare nell’apposita categoria.

Trama: Anna non è malata ma è come se lo fosse. A tredici anni è già stata sottoposta a numerosi interventi chirurgici, trasfusioni e iniezioni in modo che la sorella maggiore Kate possa combattere la leucemia che l’ha colpita in tenera età. Anna è stata concepita con le caratteristiche genetiche per poter essere donatore di midollo per sua sorella, ruolo che non ha mai messo in discussione ma che ora le diventa, di colpo, insostenibile. Perché nessuno le chiede mai il suo parere? Anna prende una decisione per molti impensabile e che sconvolgerà la vita di tutti i suoi cari: fa causa alla sua famiglia. Un romanzo su un tema difficile e doloroso.

Prezzo: 8,60 Euro

Editore: TEA, 2007

2. Come dio comanda – Niccolò Ammaniti: Personalmente amo Ammaniti e il suo modo di raccontare le storie. Questo libro non mi ha delusa e anche dopo tempo mi è capitato di ripensare ad esso.

Trama: Rino e Cristiano Zena sono padre e figlio, e sono una famiglia, perché la madre se n’è andata e loro vivono soli. Cristiano potrebbe essere un adolescente come tanti, ma è Rino a non essere un padre come gli altri: disoccupato, emarginato, violento, alcolista, tenuto sotto controllo dall’assistenza sociale che minaccia di revocargli la custodia del figlio. Rino tuttavia ama Cristiano e si dedica a lui: con tenerezza, con affetto vero lo educa alla violenza e al culto della forza. Con i suoi amici Danilo e Quattro Formaggi non costituisce soltanto un trio di balordi, ma un vero e proprio clan, appassionato e affettuoso, che si prende cura del ragazzo. Alle loro vicende si intrecciano quelle della ragazzina di cui Cristiano è segretamente innamorato, Fabiana, e della sua amica Marina.

Prezzo: 19,00 Euro (Forse conviene aspettare l’economica)

Editore: Mondadori, 2006

3. Mister Pip – Jones Lloyd: Questo libro l’ho scoperto grazie ad un Bookcrossing… una bellissima sorpresa. Drammatico anche questo, però.

Trama: Sull’isola tropicale di Bouganville – dove vive Matilda, la giovane protagonista del romanzo – dopo l’inizio dei disordini e l’arrivo dei soldati, di bianchi ne è rimasto soltanto uno. È l’eccentrico Mr. Watts, uno strampalato avventuriero neozelandese, un ex attore di teatro che porta in giro la moglie indigena su un carrello. Siccome non c’è nessuno che tenga aperta la scuola, Mr. Watts si propone come maestro e decide di leggere ad alta voce un libro malconcio, scritto dal suo “amico” Dickens: Grandi speranze. Per Matilda ben presto Pip diventa una persona viva, ne scrive il nome sulla sabbia e lo decora con le conchiglie; è reale quanto sua madre, che invece è infastidita dal fatto che la figlia non si appassioni all’unico libro che si debba leggere, vale a dire la Bibbia, introdotta nell’isola dai missionari tedeschi. Ma la ragazzina non è l’unica a credere in Pip, gli danno la caccia anche gli ottusi soldati: su un’isola in guerra, il potere dell’immaginazione può essere il più pericoloso, tanto che, quando il libro brucia insieme agli edifici dati alle fiamme dai militari, Watts decide di proporre agli allievi di mantenere in vita Pip ricostruendone le imprese con la memoria. E sempre a Pip Matilda dovrà la svolta del suo destino.

Prezzo: 14,50 Euro

Editore: Einaudi

Come romanzo di formazione mi è particolarmente piaciuto:

4. Il bar delle grandi speranze – J.R. Moehringer: La sua è una specie di autobiografia… mi ha colpito molto il suo modo di raccontare le varie situazioni e storie di vita. Una volta finito il libro mi è sembrato di aver davvero incontrato e conosciuto ogni singola persona… e di essere entrata anch’io in quel bar.

Trama: Cresce catturato da una voce, J.R. La voce di suo padre, un disc-jockey di New York che ha preso il volo prima che lui abbia detto la sua prima parola. Seduto sul portico della vecchia casa dei nonni, con l’orecchio schiacciato contro la radio, vorrebbe spremere da quel timbro caldo e baritonale i segreti dell’identità e del mondo degli uomini. Sua madre è il suo mondo, ma lui cerca, desidera ardentemente anche qualcosa di più, qualcosa che riesce, debolmente ma ossessivamente, ad avvertire solo in quella voce. A otto anni, quando anche la voce alla radio scompare, J.R. corre fino al bar all’angolo, e lì scopre un nuovo mondo, e un coro turbolento di nuove voci. Sono poliziotti e poeti, allibratori e soldati, star del cinema e pugili suonati, la varia umanità che si rifugia al Dickens per raccontare le proprie storie o scordare i propri guai. Saranno quelle “mosche da bar”, uomini come Steve, come zio Charlie, che si atteggia un po’ a Bogart, come Colt, con il suo timbro da orso Yoghi, come Joey D, un picchiatore dal cuore tenero, sarà anche quel mondo di uomini divertito o dolente a crescere J.R., a prendersi cura di lui, a farne un uomo, come una specie di paternità su commissione. Una storia di formazione e riscatto, di turbolento amore tra una madre e il suo unico figlio, ma anche il racconto della lotta di un ragazzo per diventare uomo e un ritratto di come gli uomini rimangano, nel fondo del loro cuore, dei ragazzi perduti.

Prezzo: 11,50 Euro

Editore: Piemme

5. La solitudine dei numeri primi – Paolo Giordano: un libro che ha fatto molto parlare, sia in positivo che in negativo. Personalmente quando l’ho letto non mi è dispiaciuto, ma non l’ho nemmeno amato fino in fondo. Nonostante ciò è un libro che mi è rimasto dentro… e questo è a mio avviso un segno positivo. Avviso a tutti… è un libro che mette una tristezza immane… non adatto a chi già è depresso o passa un periodo non troppo roseo.

Trama: Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano “primi gemelli”: due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d’esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.

Prezzo: 18,00 Euro

Editore: Mondadori, 2008

Come gialli mi sono piaciuti in modo particolare:

6.  Lo sguardo di uno sconosciuto – Karin Fossum: Questo l’ho amato non tanto per il giallo in sè, ma più per capacità dell’autrice di raccontare la storia, di analizzare i suoi personaggi.

Trama: Un minuscolo villaggio sulle coste norvegesi è in preda al panico: è scomparsa una bambina di sei anni. Sulle tracce della bimba, la polizia si imbatte in un’altra tragedia, già compiuta: poco lontano, sulle sponde di un fiabesco laghetto immerso nel bosco, trova il corpo nudo di una giovane donna; è intatto benché lei sia stata affogata con premeditazione. Annie Holland aveva solo quindici anni. Chi l’ha aggredita deve averla colta alla sprovvista, oppure, la conosceva anche troppo bene. Da Oslo arriva il pacato ispettore Sejer, incaricato del caso; e le sue indagini, dilavano il nordico lindore del borgo stanando tutto ciò che è sepolto e nascosto.

Prezzo: 9,50 Euro

Editore: Sperling & Kupfer, 2007

7. In fondo alla palude – Joe R. Lansdale: Da molti criticato perché dicono che somiglia troppo a “Il buio oltre la siepe”, io l’ho amato in modo particolare. Lansdale ha uno stile e un modo di raccontare le vicende della vita che mi ha stregata.

Trama: Sono gli anni Trenta, quelli della Depressione. Harry e la sorellina Tom vivono nel Texas orientale. Una sera, mentre cercano nel bosco un luogo dove seppellire l’amato cane Toby, trovano una strana radura di spine e il corpo martoriato di una donna di colore. Mentre fuggono, i fratelli intravedono tra gli alberi una figura minacciosa e oscura, di cui tutti parlano, che tutti temono: il leggendario Uomo-Capra. Tornati a casa, raccontano tutto al padre, Jacob, barbiere che ha anche la funzione di agente di polizia locale, il quale non crede alle voci sull’Uomo-Capra e non sopporta le ingiustizie. L’uomo decide di indagare, e ben presto scopre che altre donne sono state uccise con la medesima crudeltà.

Prezzo: 9,90 Euro

Editore: Fanucci

Tra i classici letti quest’anno…

8. Jane Eyre – Charlotte Bronte

9. Notre- Dame de Paris – Victor Hugo

10. Amore, Prozac e altre curiosità – Lucía Etxebarría: alla fine ho deciso di aggiungere questo, come decimo libro. La Etxebarría ha un modo unico di narrare la vita delle donne senza ipocrisie, raccontando e analizzando i problemi, i conflitti, la crescita che ognuna, chi più, chi meno, nella vita deve affrontare.

Trama: Tre sorelle sullo sfondo di una Madrid contemporanea, viva, febbrile, che tira tardi nei locali alla moda. Cristina, la narratrice del romanzo, anoressica e con un “debole” per l’ecstasy lavora in un techno-bar e si concede spesso agli amori effimeri di una notte. Rosa, invece, è una asettica donna manager, tutta agenda e carriera. Ana, infine, gioca a interpretare il triplice ruolo di casalinga, madre e moglie perfetta. Tre possibili destini femminili, ma nessuno di essi bagnato dalla felicità. In realtà, tre modi diversi di nascondere il vuoto della propria esistenza.

Prezzo: 8,60 Euro

Editore: TEA, 2002

Voi, invece, quali sono i libri che vi hanno colpito di più, che più avete amato in questo 2009?

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6 pensieri su “Il Natale si avvicina…

  1. Innanzitutto tantissimi auguri di Buon Natale. Anche quest’anno ho regalato dei libri, e se avessi avuto un budget più alto per ogni amica avrei regalato solo libri.
    Mi sentire di consigliare romanzi che non ho letto nel 2009, ma che mi sono rimasti nel cuore.
    Se però devo pensare a quest’anno cito:

    1. Mario Vargas Llosa: Avventure della ragazza cattiva
    2. M. Mazzantini: Venuto al mondo
    3. Gabriel García Márquez: Cronaca di una morte annunciata
    4. Jane Austen: orgoglio e pregiudizio
    5. Marco Vichi: Nero di luna
    6. Alycia Gimenez Bartlett:Riti di morte
    7. Gianpiero Rigosi: L’ora dell’incontro

    Mi fermo qui, perchè alcuni libri che ho letto quest’anno non li ho amati molto.

  2. Il romanzo più bello che io abbia letto nel 2009 è Orgoglio e pregiudizio, veramente fantastico. Ma sarà che amo particolarmente la Austen!
    Per quanto riguarda quelli che hai citato tu… la solitudine dei numeri primi l’ho letto quest’estate e devo dire che mi aspettavo di più, non mi ha entusiasmata più di tanto. Jane Eyre l’ho letto 4 anni fa e mi è piaciuto tantissimo, è una storia fantastica, e l’amore non è sdolcinato. Come piacciono a me.
    Gli altri non li ho letti 😛

  3. @frivolajuliet: Avventure della ragazza cattiva l’ho letto anch’io quest’anno… la storia devo dire che mi è rimasta abbastanza impressa, però ammetto che faccio fatica con lo stile dei sudamericani, Márquez compreso 😦
    Di “Venuto al mondo” ho sentito molto parlare… prima o poi devo decidermi a leggerlo 🙂 Gli altri, invece, non li conosco. Grazie delle segnalazioni!

    @Valentina: La solitudine dei numeri primi anche a me non aveva entusiasmato troppo al momento, ma come ho scritto, mi è rimasta dentro la storia dei due protagonisti e l’atmosfera di tristezza che circonda tutto il libro.

    Orgoglio e pregiudizio è bellissimo! Uno dei miei preferiti in assoluto.

  4. La solitudine dei numeri primi non mi è piaciuto. Sembra scritto a quattro mani. La prima parte del libro è commovente e triste, la seconda è fredda e impersonale.

    Per quanto riguarda gli autori sudamericani a me piacciono molto, però è vero che a molti non piacciono perché sono un po’ pesanti e particolari.
    Il proposito di questo nuovo anno è leggere Murakami (non ricordo se si scrive così) e di scoprire nuovi autori, possibilmente stranieri.

  5. Di Murakami ho letto per ora 3 libri: Norwegian Wood (il mio preferito), L’uccello che girava le viti del mondo e A sud del confine, a ovest del sole. Il prossimo anno anch’io vorrei leggere il resto… anche se ho un po’ paura di rimanere delusa dagli altri libri perché so che sono maggiormente caratterizzati da elementi surreali che a me non sempre piacciono. Vedremo. Comunque se non hai letto ancora nulla ti consiglio di iniziare proprio da Norwegian wood.
    Il mio proposito altrimenti è leggere tanti classici!

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