Oblomov – Ivan Goncarov

Trama: Oblomov è un provinciale idealista che vive a Pietroburgo della rendita di una tenuta dimenticata, nella più assoluta inerzia fisica e psichica. In una camera coperto di ragnatele e di libri ingialliti giace su un divano, dormendo e sognando, stanco e insensibile ai rumori della vita.

Oblomovismo: apatia e alienazione di una certa parte della società zarista. Il termine nasce dal protagonista di questo libro e può ormai essere una caratteristica anche di tutti i paesi benestanti.

Se vi è capitato di leggere già una volta la trama, vi sarete domandati, ma che succederà mai in 487 pagine? Beh, sembrerà forse strano, ma qualcosa succede. Pagina dopo pagina si impara a conoscere Oblomov, questo personaggio curioso e molto pigro. All’inizio fanno ridere le scenette che Goncarov ci propone tra Oblomov e Zachàr e tutti i visitatori che vanno a trovarlo, poi andando avanti si comincia a provare una certa angoscia, per il suo modo di vivere e le condizioni in cui si trova. Chi è pigro e si accinge a leggere questo libro si rivedrà sicuramente in alcune caratteristiche di Oblomov e questo non può non inquietarlo in qualche modo, perché arrivare a 32 anni e stare solo tutto il giorno sul divano, nonostante tutto, è una prospettiva non molto attraente. Nemmeno per lui. Perché alla fine la sua non è solo pigrizia, è anche apatia, depressione, non voglia di vivere. Ecco un passo del testo:

Nella sua timida anima sorse la tormentosa coscienza che molti lati della sua natura non erano stati svegliati, che altri erano stati appena toccati e nessuno era stato sviluppato sino alla fine.
E intanto egli sentiva dolorosamente che in lui era sepolto, come in una tomba, un principio buono e luminoso, che forse adesso era già morto o chiuso come l’oro nel grembo della montagna, mentre sarebbe stato da un pezzo tempo di far di quest’oro una moneta.
Ma questo tesoro era coperto da un profondo e pesante strato di scorie e d’immondizie. Come se qualcuno avesse rubato e sotterrato nella sua anima i tesori portatigli in dono dal mondo e dalla vita. Qualche cosa gli impediva di gettarsi nell’arena della vita e volare in essa con tutte le vele dell’intelletto e della volontà. Un nemico segreto aveva messo su di lui la sua mano pesante al principio del cammino e l’aveva gettato lontano dalla diritta missione dell’uomo…
E gli pare di non potersi più togliere dalla boscaglia selvaggia per tornare sul diritto sentiero. La foresta intorno a lui e nella sua anima si fa sempre più fitta ed oscura; il sentiero si inselvatichisce sempre più; la coscienza si rischiara sempre più raramente e solo per un attimo risveglia le forze dormienti. L’intelletto e la volontà sono paralizzati da un pezzo, e a quanto pare, senza scampo”.

Più avanti si incontrerà un Oblomov innamorato e tenerissimo, ma neanche Ol’ga riuscirà a cambiare la sua natura. Alla fine troverà a suo modo la pace, ma verrà sempre visto da Stolz – suo carissimo amico con caratteristiche agli antipodi dalle sue – in modo negativo, perché a suo avviso la sua vita è stata sprecata ed egli si è rovinato. Ma alla fine è davvero così? La vita che ha condotto Stolz (laboriosa, sempre in movimento) è davvero superiore a quella scelta da Oblomov (tranquilla, ritirata)? Sono domande che sono rimaste lì, ma alle quali Goncarov risponderebbe probabilmente in modo affermativo, perché la mancanza d’iniziativa, la passività non hanno permesso alla Russia quello sviluppo che invece è avvenuto in altri paesi.
Soprattutto per chi capisce Oblomov, leggere questo romanzo sarà un viaggio nella sua vita, ma anche nella propria. Nel suo animo, come nel proprio e forse, aiuterà a smuoverci un po’ di più, prima che sia troppo tardi. Con Oblomov si ride, si compiange, si prova rabbia, si fa il tifo, si prova angoscia, si prova tristezza… egli ci fa vivere un mondo di emozioni contrastanti e profonde. Un romanzo assolutamente da leggere e chissà, forse potrà essere parte della vostra cura contro l’oblomovismo 😉

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2 pensieri su “Oblomov – Ivan Goncarov

  1. Chi non ha mai sognato di trascorrere intere giornate così? Anche se quando è troppo è troppo! E’ vero: non succede nulla di “cruento”, ma una certa tensione od angoscia inizia ad accompagnarti. Forse le atmosfere… Eppure Oblomov non smette di esserti simpatico.
    Ciao, hai un blog interessante e gli daremo volentieri una lettura, sarà la nostra piccola sfida inizio 2010!

  2. Sì, è vero. Un conto è vivere così qualche giorno, ma una vita intera… credo che faccia veramente pian piano morire dentro. Ad ogni modo, vi ringrazio per avere deciso di seguire il mio blog. Se ne avrete voglia, sarò contenta di leggere qualche vostro commento qua e là 🙂

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