Amatissima Poona – Karin Fossum

Trama: Incontrare l’anima gemella, si sa, non è mai facile, ma il compito diventa ancora più arduo se si abita in un piccolo paesino della Norvegia, si ha un fisico imponente, un carattere schivo e si è ormai alla soglia dei cinquant’anni. Per questo Gunder Jomann si era deciso, dopo aver visto la fotografia di un bellissimo viso indiano, a intraprendere un viaggio alla volta di Bombay (l’attuale Mumbay) con il preciso intento di trovar moglie. E ci era anche riuscito. Aveva trovato il coraggio di dichiararsi a Poona, trentasette anni di grazia e gentilezza. Inaspettatamente aveva scoperto di essere ricambiato. Poche settimane dopo si erano sposati e Gunder era tornato in Norvegia, Poona l’avrebbe raggiunto. Ma Poona da Gunder non giunse mai.

Tenerissima e molto dolce la storia d’amore, che nemmeno è potuta davvero iniziare, tra Gunder e Poona. Questo perché il primo giorno che lei metterà piede in Norvegia, sarà anche quello in cui verrà uccisa brutalmente. Tutto ciò accade in un piccolo paese, dove tutti si conoscono, i segreti sono molti e pochi sono disposti a parlare. Gunder aveva programmato l’arrivo della sua amatissima neosposa nei dettagli e – forse per la prima volta nella sua vita – era davvero felice e innamorato. Così questo omicidio appare davvero crudele, oltre che per la sua efferatezza, anche per i sogni che ha frantumato. Sia quelli di Gundar – quello di avere finalmente una moglie al suo fianco – sia quello di Poona – andare a vivere in un posto tranquillo, agiato, in campagna, con un brav’uomo come marito. Pur essendosi conosciuti da poco, si sarebbero amati moltissimo. E questo spezza il cuore. Ho provato tanta rabbia per l’uccisione di Poona e quando segui le righe del romanzo ti ritrovi proprio a pensare a lei, a come si deve essere sentita sperduta perché Gundar, a causa di un’incidente alla sorella, non è potuto andarla a prendere all’aeroporto. Per non immaginare il dopo. Povera Poona. E mi ha fatto ancora più rabbia quando alla fine non si scopre il vero assassino (o meglio il lettore sì, ma non la polizia). Sejer prende una sbandata. E non mi è piaciuto per nulla, anche se nella realtà succede. Mica è come in C.S.I dove scoprono in quattro e quattr’otto e sempre l’assassino 😛 Però siccome amo molto l’ispettore Sejer e lo reputo un uomo intelligente, non ho gradito affatto quanto accade. Finisce così… e lascia parecchio amaro in bocca. Ci sono alcuni punti poi che sono un po’ traballanti: La sfortuna immensa di Gundar (l’incidente della sorella proprio quella mattina, il marito non presente, il taxi che non riesce ad arrivare in tempo all’aeroporto e poi persino l’omicidio di Poona), il personaggio di Linda (un po’ assurdo e non ho capito che senso ha avuto per l’autrice farla arrivare alla persecuzione di Skarre… mah) e soprattutto il fatto che la polizia si sia impuntata così su un sospettato senza tener conto delle incongruenze che c’erano, giusto quasi per avere un colpevole e una confessione. Se non è della persona giusta, a che serve? In questo Sejer mi ha delusa davvero. Ce lo si aspetta dalla polizia, da altri ispettori, ma non da lui! Uhm… insomma, in generale non è male come libro, ma ho preferito i primi due a questo. 

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