Dance Dance Dance – Haruki Murakami

Trama: È un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, a.d. 1983. Alla radio suonano gli Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees ecc. Uno strano mondo, questo, dove tutto – o quasi – si può comprare. C’è un giornalista free lance che ha perso molte cose nella vita e ogni volta una parte di sé. Cammina controvento senza perdere lo slancio: forse, per mantenere la rotta, non gli interessa che lasciarsi andare alla deriva. C’è una ragazzina di tredici anni seduta da sola in bar. Ci sono una receptionist troppo nervosa, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto a Honolulu dove sei scheletri guardano la TV. Esiste un collegamento fra queste cose, un senso anche per chi ha perso l’orientamento, basta continuare a danzare.

Prezzo: 13 euro
Pagine: 492
Anno: 1988

È il quarto libro che leggo di Murakami. Come molti, mi sono innamorata di lui leggendo la prima volta Tokyo Blues, Norwegian Wood, che per me resta il più bello. Dance Dance Dance, infatti, seppure alla fine non mi sia dispiaciuto, l’ho amato meno degli altri. Certe volte l’ho anche un po’ detestato, specialmente nella parte centrale, dove si rischia di perdersi tra i meandri onirici del protagonista e del libro. Non è sempre impresa semplice seguire la trama, perché sebbene vengano narrate molte storie e si incontrano molti personaggi, i collegamenti tra di loro appaiono spesso vaghi e  insensati. In poche parole, sapevo di questa particolare vena onirica di Murakami, ma in questo caso ho sentito proprio la mancanza di un po’ di buona concretezza… tutto rimane su un piano surreale e anche se alla fine il cerchio si chiude, i perché e i misteri rimangono. Ma forse non è capire tutto l’essenziale, ma è danzare con il protagonista, finché c’è musica. Come l’uomo pecora suggerisce di fare a lui… dal libro: Capisci quello che ti sto dicendo? Devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perché. Non devi pensare a cosa significa. Il significato non importa, non c’entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno. E una volta che si saranno bloccati, io non potrò più fare niente per te. Tutti i tuoi collegamenti si interromperanno. Finiranno per sempre. E tu potrai vivere solo in questo mondo. Ne sarai progressivamente risucchiato. Perciò i tuoi piedi non dovranno mai fermarsi. Anche se quello che fai può sembrarti stupido, non pensarci. Un passo dopo l’altro, continua a danzare. E tutto ciò che era irrigidito e bloccato piano piano comincerà a sciogliersi. Per certe cose non è ancora troppo tardi. I mezzi che hai, usali tutti. Fai del tuo meglio. Non devi avere paura di nulla. Adesso sei stanco. Stanco e spaventato. Capita a tutti. Ti sembra tutto sbagliato. Per questo i tuoi piedi si bloccano. La musica, come i molti suoi romanzi, accompagna il lettore durante tutto il libro, una caratteristica che amo molto. I coprotagonisti, invece, non sono di questa gran simpatia… In generale, comunque, mi ha colpito l’atmosfera che aleggia in tutto il libro… la scrittura di Murakami ha sempre un qualcosa di magico, che in un modo o nell’altro non lascia indifferenti.

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Un pensiero su “Dance Dance Dance – Haruki Murakami

  1. stò leggendo Kafka sulla spiaggia e devo dire che mi piace molto e come sempre mi succede quando un autore mi prende poi voglio leggermi tutto di lui

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