Quando cadrà la pioggia tornerò – Takuji Ichikawa

Trama: Takumi e Yuji, un giovane padre e il suo bambino, sono rimasti soli: la dolce Mio, moglie e madre, è morta a soli ventotto anni per una malattia tanto fulminea quanto inspiegabile. Ma prima di andarsene per sempre, Mio ha fatto una promessa: quando cadrà la pioggia tornerò. E incredibilmente, ad appena un anno dalla sua morte, con l’arrivo della stagione delle piogge, una creatura identica a lei, con il suo viso e i suoi occhi, ricompare al loro fianco…

Da tempo mi ronzava attorno questo titolo. Un giorno, in posta, l’ho visto ad un prezzo irresistibile, e ho dovuto acquistarlo 😛 Su anobii e nel forum che frequento non è stato accolto molto bene, ma a me ispirava… con questo titolo già un po’ romantico. Molti hanno messo in primo piano la storia d’amore che viene raccontata nel romanzo, personalmente quello che ho amato di più è, invece, il rapporto tra padre e figlio e il superamento del lutto (o la positiva convivenza). Poi c’è anche una bellissima storia d’amore, una di quelle rare, di quelle in cui due persone hanno avuto la fortuna di trovare la loro anima gemella, un amore di quelli che neanche la morte può dividere. Il figlio Yuji è assolutamente adorabile, con il suo “Davvero?” e la storia che il padre gli racconta sul pianeta Archivio, quando la madre muore, e il resto, l’ho trovata molto tenera. C’è anche dell’ironia insolita per i giapponesi, o almeno, prima non l’avevo mai incontrata, in una storia così! Solitamente non amo il surreale, ma in questo caso è diverso. Chi non vorrebbe rivivere la persona amata, almeno ancora una volta? In tutto il surreale, ci ho visto, non dico una metafora, ma sicuramente un modo per riuscire a superare il successivo inevitabile distacco. Un ultimo addio, in cui ci si dice tutto ciò che c’è da dire, ci si rassicura… Per questo il finale – un po’ filmesco – l’avrei lasciato via. Non credo che servisse dare una “spiegazione” del ritorno di Mio, bastava l’idea che Mio fosse tornata, per dare un’ultima occhiata ai suoi due uomini e vedere se se la stessero cavando bene. Ma forse l’autore l’ha fatto intenzionalmente, dato che poi dal libro hanno tratto un film, una fiction e un manga.

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Un pensiero su “Quando cadrà la pioggia tornerò – Takuji Ichikawa

  1. Il rapporto tra il padre ed il figlio ha colpito moltissimo anche me. E’ molto toccante.
    La letteratura giapponese mi lascia sempre un pò smarrita, forse proprio perchè la conosco così poco.
    Oggi andando a spasso per blog, ho letto di un ragazzo italiano che abita in giappone e che nel giro di un anno l’azienda dove lavora gli ha fatto fare 3 volte le lastre al torace e parecchie altre volte esami delle urine, delle feci, della vista, ecc…
    Un’esempio, forse non calzante, ma per dire come siamo lontani dal loro mondo.
    Dove il lavoro nelle grandi aziende, visti gli orari pesantissimi, prende il posto anche degli affetti più cari.
    E molto molto altro…

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