I fiori del tempio – Rani Manicka

Trama: Bellissime e innocenti, uguali come due gocce d’acqua, le giovani sorelle Nutan e Zeenat vivono indisturbate sull’isola di Bali immerse in una natura rigogliosa, nell’incanto di colori e profumi esotici. La vita scorre tranquilla sotto la protezione dell’adorata nonna Nenek, che tutti al villaggio considerano una strega perché parla con gli spiriti e cura con gli incantesimi; finché all’improvviso, dopo la morte della madre, le due ragazze sono costrette a trasferirsi a Londra. Una sera, durante l’inospitale inverno cittadino, la loro vita si incrocia quasi per caso con quella di Ricky, un uomo enigmatico e trasgressivo che le trascina in un suo mondo fatto di eccessi e decadenza. Ricky ha stretto un patto di sangue con un’implacabile dea, con la promessa di erigere un tempio dove condurre le anime perdute in cambio di potere e ricchezza. Un luogo in cui il destino di Nutan e Zeenat si unisce fatalmente a quello di altri personaggi fragili e dissoluti: Elizabeth, algida bellezza che custodisce un tremendo segreto; Anis, pittore tormentato che sa penetrare nell’animo delle persone ritratte più di quanto sappiano fare loro stesse; Maggie, giovane prostituta che non rinuncia a inseguire il sogno dell’amore romantico… Ciascuno si affaccia a turno sulla pagina per raccontare in prima persona, con una sincerità disarmante, la propria discesa agli inferi in un mondo parallelo in cui nulla è come sembra e tutto è concesso in un conturbante gioco specchi. E niente sarà più come prima.

Cinque anni fa lessi Madre del riso, libro che ha reso famosa questa autrice originaria della Malaysia. All’inizio lei avvisa il lettore: I fiori del tempio non ha nulla a che fare con Madre del riso, ed effettivamente è così. Volevo leggere altro di Rani Manicka perché del primo mi era piaciuto l’immersione in una cultura diversa e la narrazione storica del paese. Qui mi aspettavo un po’ lo stesso, ma con Bali. Invece no. Di Bali si parla poco o niente… La maggior parte del libro è ambientata a Londra, ma anche di Londra non si parla molto. I fiori del tempio parla di disperazione, ricerca, degrado. Parla di speranze, di sogni, di disillusione. Nella prima parte vengono raccontate le storie personali delle gemelle, Ricky, Francesca, Elizabeth, Anis, Bruce… poi nella seconda parte c’è l’intrecciarsi delle loro vite al tempio del ragno, un appartamento squallido appartenente a Ricky, dove tutti possono andare per dare sfogo agli impulsi più bassi e distruttivi. Ricky è quasi il vero protagonista – o comunque collante – del libro. È lui al centro… è lui che attira le persone fragili e talvolta innocenti e le corrompe. In sintesi, comunque, il libro è molto incentrato sulla tossicodipendenza e sul degrado morale dei vari personaggi. E ognuno, a modo suo, ci racconta come mai è arrivato lì… Leggendo le critiche c’è chi l’ha definito banale… beh, sicuramente l’argomento è stato già trattato altrove, ma trovo che l’autrice l’abbia affrontato bene. Qualche stereotipo c’è, ma mi sono appassionata alla storia di questi personaggi tristi e soli e ho tifato per loro… per tutti tranne che per Ricky. Per lui non c’è riscatto, non c’è compassione… si è creato e si è distrutto da solo… Quando si dice il karma…

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