Letture On the road USA #2: Un giorno questo dolore ti sarà utile

Trama: James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d’arte della madre, dove non entra mai nessuno: sarebbe arduo, d’altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tendenza come le pattumiere dell’artista giapponese che vuole restare Senza Nome. Per ingannare il tempo, e nella speranza di trovare un’alternativa all’università (“Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi piacciono granché”), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite – la lettura e la solitudine -, ma per sua fortuna gli incauti agenti immobiliari gli riveleranno alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Finché un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio…

Non è il massimo parlare dei libri che non sono piaciuti, ma lo farò comunque… Questo di Cameron era un titolo che da tempo pensavo di leggere, ma purtroppo si è rivelato una grande delusione. Pensavo fosse un romanzo di uno certo spessore o comunque interesse, invece personalmente l’ho trovato superficiale, inconcludente, in generale piuttosto inutile. Affronta molti temi, ma non ne approfondisce nessuno veramente: depressione, famiglia disfunzionale, asocialità, fobia sociale, anche l’episodio 11 settembre… Il protagonista, James, dovrebbe essere ironico, ma mi è parso piuttosto snob. E i depressi snob non li sopporto proprio… Un po’ come la ragazzina de L’eleganza del riccio, che però, a contrario di questo, non ho addirittura mai finito. Non sono riuscita a provare grande empatia verso questo ragazzo in difficoltà nell’affrontare i cambiamenti della vita, il passaggio a un’età più adulta, responsabile… Peccato perché solitamente i romanzi di questo tipo li apprezzo.

Poi ho guardato il film di Faenza. E ho un po’ rivalutato James, perché di lui e del romanzo, furbamente, il regista ha preso solo il meglio. Ha lasciato fuori il cinismo talvolta eccessivo, ma in questo modo l’ha forse reso anche più banale e scontato. Certi cambiamenti sono troppo per chi ha letto anche il libro e quindi, alla fine, non sono riuscita a farmi piacere veramente nemmeno il film. In conclusione: Il film si lascia guardare, il libro si lascia leggere, ma nessuno dei due lascia il segno.

Il trailer del film:

Aaah… dimenticavo… Fa ridere che nel film il titolo viene presto in maniera “positiva”, mentre nel libro è vissuta come una sorta di presa in giro da parte di James, essendo il motto di un campo estivo che detestava!

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4 pensieri su “Letture On the road USA #2: Un giorno questo dolore ti sarà utile

  1. Non ho ancora letto questo libro ma ammetto che il titolo mi aveva incuriosito parecchio. Vista la tua recensione credo che aspetterò ancora un po’ prima di acquistarlo, insomma non è nelle mie priorità!

  2. Non riesco a comprarlo, sono sempre indecisa.
    Molti lo esaltano, ma vedo che tu non lo fai proprio molto!!!!
    Ti mando un bacio e ti aspetto nel mio nuovo post!
    Luna

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