Concerto per archi e canguro – Jonathan Lethem

Trama: Conrad Metcalf è un investigatore con un sacco di problemi: per cominciare, nella sala d’attesa del suo studio ci sono un coniglio e un canguro dal grilletto facile. Oakland, un prossimo futuro: gli animali evoluti fanno ormai parte della società, la polizia controlla i cittadini attraverso i loro livelli di karma e farmaci da capogiro come Forgettol e Acceptol sono di gran moda. Metcalf sta pedinando Celeste, la moglie di un medico facoltoso, e forse se ne sta anche innamorando. Quando il dottore viene assassinato, l’investigatore si ritrova sotto il fuoco incrociato dei detective governativi, pronti a ibernarlo per sempre, e dei gangster che si riuniscono nel retro del bar “La musa incostante”. Mescolando fantascienza e noir nella trama, il primo romanzo di Jonathan Lethem è uno sguardo ironico, divertente e satirico su tutto ciò che può riservarci il futuro.

Un romanzo interessante, dal sapore distopico, dalle atmosfere noir e vecchio stile. Originale, particolare e divertente. Buona compagnia per pomeriggi oziosi 🙂 È il classico libro nel quale durante la lettura è come se vedessi un film!

Chi è Jonathan Lethem? 

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La tredicesima storia – Diane Setterfield

Più riguardo a La tredicesima storia

Descrizione: Margaret Lea è una giovane libraia antiquaria che negli anni trascorsi con il padre tra pagine immortali e volumi sepolti dall’oblio, ha coltivato una quieta passione per le biografie letterarie in cui di tanto in tanto si cimenta. La sua prevedibile esistenza viene sconvolta il giorno in cui Vida Winter, sfuggente e carismatica scrittrice alla fine dei suoi giorni, la incarica di scrivere la sua biografia ufficiale. Margaret parte alla volta dell’isolata magione dell’anziana autrice, nelle campagne dello Yorkshire, e rimane immediatamente stregata dalle vicende della singolare famiglia Angelfield e dalla sorte di un misterioso racconto che Vida Winter non ha mai voluto pubblicare… “La tredicesima storia” dipana così davanti agli occhi del lettore non solo il tempestoso trascorrere di esistenze avvolte dal segreto, ma anche la complessa, intensissima amicizia tra due donne di differenti generazioni che, dietro la magica finzione del narrare, troveranno l’una nell’altra verità su se stesse a cui mai sarebbero potute arrivare da sole.

Il libro è uscito già diversi anni fa… Da un lato ne avevo sentito parlare molto bene, dall’altra alcuni ne erano invece rimasti delusi. Fatto sta che ce l’avevo da parecchio in libreria e finalmente mi sono decisa a leggerlo. Ho impiegato quasi un mese tra le sue pagine, sindrome di un coinvolgimento non troppo grande… Nonostante ciò alla fine ho trovato la storia di Vida Winter (molto di più rispetto a quella di Margaret) e il suo personaggio, interessante.
Parla molto dei libri, della lettura, specialmente dei grandi classici come Jane Eyre, Cime tempestose, La donna in bianco e molti altri ancora, infatti anche questo romanzo ha qualcosa di gotico e misterioso. Chi ha amato questi libri, apprezzerà senz’altro tutti i richiami fatti dall’autrice. Tuttavia, la storia talvolta risulta un po’ forzata e non è riuscita ad entusiasmarmi pienamente. Per quanto mi riguarda, è mancato quel qualcosa in più che gli sarebbe servito per distinguersi da altri romanzi con storie simili… Però avrei sicuramente trovato intrigante uno dei libri di Vida Winter, le dodici favole rivisitate in maniera crudele, ma anche più reale e l’ultima mancante, la tredicesima, mi è parsa davvero triste…

Diciamo che, in conclusione, non mi è dispiaciuto, ma non credo sia nemmeno un libro di grande spicco… Da leggere nelle serate invernali.

Le migliori letture del 2013

Buon anno!! È da un po’ che non scrivo sebbene abbia continuato a leggere abbastanza… ma la verità è che nessun libro mi ha ispirato una recensione e quindi ho lasciato stare… però, data l’assenza, voglio rifarmi facendo una lista dei migliori libri che ho letto nell’anno 2013… non si sa mai che ci sia qualcosa che possa ispirarvi e possa tenervi in piacevole compagnia durante questo nuovo anno, si spera, pieno di belle nuove letture!! 🙂

Vi lascio le immagini delle copertine con solo poche parole… se ci cliccate sopra troverete la pagina di anobii con tutti i commenti dei lettori! Ma il mio consiglio è… lasciatevi ispirare!

Più riguardo a I fiori del tempio

Per chi ama conoscere nuove culture attraverso i libri e le storie di vita e in questo caso degrado…

Più riguardo a Real world

Mi piace molto lo stile della Kirino. Un ritratto del profondo disagio della gioventù giapponese (e alla fine non solo) odierna…

Più riguardo a Addio alle armi

Per chi ha voglia di un classico… È stato il mio primo Hemingway e il suo stile e pessimismo mi hanno catturata… Da leggere!

Più riguardo a Il danno

Che vita è una vita senza passioni? Un libro d’amore e passione che fa riflettere e coinvolge… Avrei voluto scriverne una recensione, ma poi non mi venivano le parole giuste… Ho anche gradito molto lo stile dell’autrice.

Più riguardo a La cena

Di questo ho scritto una recensione… ma per chi se la fosse persa è un libro che cattura, inquietante, impossibile staccarsene!

Più riguardo a Topi

Un thriller psicologico che ha il suo perché… anche se nell’ultima parte la suspense cala un po’.

Più riguardo a Ebano

Più riguardo a Una domenica in piscina a Kigali

Per conoscere un po’ di più la realtà del continente africano, la sua storia, le sue tragedie… Il primo è più una cronaca, anche se di viaggio… mentre il secondo è un po’ romanzato, ma comunque davvero agghiacciante. L’ho trovato molto pesante per la sua crudezza. Ma la realtà è, ed è ancora talvolta in certi paesi quella…

Segnalo anche Il calore del sangue di Némirovsky, Il libro delle bugie di cui ho parlato sul blog, e La voce di Indridason per chi ama i gialli nordici.

Quali sono state, invece, le vostre migliori letture del 2013?? Forza, forza, fatevi avanti nei commenti! 🙂

Il libro delle bugie

Trama: Nicolette Prevost è morta, precipitando di notte dalla scogliera di Clarence Batterie a Guernsey, l’impervia isola del Canale della Manica dove Victor Hugo scrisse “I miserabili”. L’ha uccisa Cathy Rozier, sua compagna di liceo e amica del cuore. Nic aveva i capelli lunghi e gli occhi verdi ed era la ragazza più bella e ambita della scuola. Cathy è sovrappeso, secchiona, scontrosa, non ha il padre, che ha pensato bene di andarsene all’altro mondo, e non ha nemmeno la madre, che è viva, ma non si cura per niente della “vita reale”. Cathy, insomma, è uno zero, un niente rispetto a Nic, ma uno zero, un niente che pensa e che, soprattutto, non sopporta il tradimento e la bugia. E Nic era una bugiarda e una traditrice incallita. Ha sparso falsità sul suo conto e ha avuto la fine che si meritava. L’aveva già scoperto suo padre che a Guernsey, “un’isola che abbonda di segreti inconfessabili”, nascono i mentitori e i voltagabbana più spudorati del sacro suolo britannico. Amava la storia locale suo padre, soprattutto le scartoffie che riguardavano i Rozier, la sua famiglia. E aveva svelato la triste fine di zio Charlie… Le struggenti e irresistibili voci di Cathy e Charlie, due adolescenti distanti quarant’anni ma simili nel ribellarsi all’ipocrisia della vita, conducono, in questo romanzo, in un viaggio attraverso un paese segnato da una Storia, e da tante storie, in cui l’amicizia si mescola all’egoismo e al tradimento e la verità del mondo alla sua ineliminabile menzogna.

Questo è uno di quei libri presi in biblioteca d’impulso… solitamente vado e ho già bene in mente cosa prendere, ma questo mi ha attratta per il suo titolo e quando un libro chiama non si può resistere 🙂 Ho fatto bene! Ho letto in giro recensioni non molto lusinghiere, ma personalmente mi è piaciuto… Un po’ di tempo fa avevo già letto un libro, molto più frivolo, su Guernsey e il tempo dell’occupazione tedesca durante la Seconda guerra mondiale: La società letteraria di Guernsey di Mary A. Shaffer (lettura leggera, ma molto carina) e già allora mi aveva incuriosito questa parte di storia che non conoscevo. Il libro delle bugie affronta due tipi di storie in parallelo: Quella di Catherine e quella più storica dello zio Charlie. Credo che l’autrice abbia messo molto del suo, e si sente, perché la conoscenza del posto è davvero ampia e sa descrivere veramente bene la vita su Guernsey. Infatti, lei stessa è cresciuta sull’isola e si è poi interessata della sua Storia. Deve averla anche vissuta male, perché il ritratto che ne esce fuori è davvero triste e spietato… Ed è proprio questo ritratto dell’isola che ho trovato interessante. Ma anche le storie sono scritte molto bene e quella di Charlie è anche piuttosto commovente. Quella di Cathy, invece, mostra una nuova generazione che soffre ancora delle ripercussioni, tradimenti, bugie e rivalità tra famiglie del passato… Un’isola abbandonata dall’Inghilterra perché considerata piena di collaborazionisti, quando per loro sarebbe stato impossibile fare altrimenti, essendo in pochi e non avendo nessun tipo di armi per difendersi, potevano solo cercare di sopravvivere con quello che avevano. E anche così non è che abbiano vissuto molto bene… La Horlock racconta di un’isola, spesso altrimenti ignorata, rovinata dall’Occupazione, quando, invece, avrebbe potuto essere un piccolo paradiso. Tanto che mi è venuto da chiedermi, ma sarà davvero così terribile questa Guernsey? Dal libro della Shaffer era apparso altro (o almeno molto meno peggio), ma crescerci e viverci veramente, probabilmente è un’altra storia…

Mary Horlock