L’ultima moglie di Enrico VIII – Carolly Erickson

Titolo: L’ultima moglie di Enrico VIII
Autore: Carolly Erickson
Anno: 2006
Editore: Mondadori
Pagine: 358

Descrizione: Catherine Parr ha soltanto sette anni quando il suo destino incrocia per la prima volta quello di Enrico VIII, il re d’Inghilterra divenuto celebre per aver incarnato lo spirito dell’assolutismo e aver rotto con la Chiesa di Roma. Bionda e con gli occhi azzurri, Cat – come tutti la chiamano – proviene da una famiglia della piccola nobiltà al seguito della regina Caterina d’Aragona. I due si incontrano durante un torneo che vede in gara il re d’Inghilterra e quello di Francia, al quale Cat viene portata dalla famiglia con lo scopo di trovarle un marito. Tra il sovrano e la bambina scatterà da subito un’intesa che li terrà in vario modo legati per tutta la vita. Quando anni dopo, adolescente, Catherine troverà il coraggio di chiedere udienza al re e supplicarlo di intercedere con la sua autorevolezza presso la sua famiglia perché le venga consentito di sposare il giovane che ama, non può immaginare che un giorno, passata anche lei attraverso vari matrimoni, finirà con il diventare la sesta e ultima moglie di Enrico. Mentre congiure ed esecuzioni si succedono nel caotico scenario che fa da sfondo alla Riforma protestante, lei stessa rischierà di cadere vittima della collera di Enrico. Solo grazie alle sue arti diplomatiche riuscirà a sfuggire miracolosamente alla morte, per trovarsi poi, suo malgrado, a scontrarsi con un’imbarazzante rivale: la principessa Elisabetta Tudor, futura regina d’Inghilterra. Catherine vincerà la sua battaglia, ma il costo sarà molto, molto elevato.

In questo romanzo la Carolly ripercorre gran parte della storia di Enrico VIII attraverso gli occhi dell’ultima moglie, Catherine. In realtà consiglio di leggere questo libro solo dopo aver letto altri sulle prime mogli… questo perché resta un po’ sul superficiale… (anche perché altrimenti sarebbe stato lunghissimo…) A me è comunque piaciuto perché ho potuto integrarlo con le altre letture fatte (in particolare la saga della Gregory sui Tudor…). Diciamo che questo romanzo mi ha completato piuttosto bene la panoramica del periodo storico trattato… La scrittura è gradevole e si legge di conseguenza molto bene. Da leggere per chi ama gli intrighi di corte inglesi di quel periodo… e un po’ di spetteguless 🙂

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La sorella di Freud – Goce Smilevski

Titolo: La sorella di Freud
Autore: Goce Smilevski
Anno della prima uscita: 2007
Editore: Guanda
Pagine: 334

Descrizione: La voce narrante è quella di Adolfine Freud, una delle sorelle di Sigmund. Adolfine racconta la storia della sua famiglia e della Vienna di fine Ottocento e inizio Novecento dai campo di concentramento dove è stata rinchiusa nel 1938, per l’indifferenza e incuria del celebre fratello, che nella sua fuga a Londra ha portato con sé parenti e conoscenti, ma ha volutamente abbandonato le sorelle… Un romanzo ispirato a una storia vera che mette in luce un lato sconosciuto e controverso del grande padre della psicanalisi.

Ho letto questo libro perché mi è stato consigliato e perché mi interessava l’argomento. Ammetto però che non ho trovato esattamente quello che mi aspettavo. Parla poco o niente della deportazione e poco, a mio parere, anche di Freud e delle possibili motivazioni che hanno spinto la sua scelta di non includere le sorelle nella famosa lista che avrebbe potuto salvare loro da una tale fine. In realtà al centro di questo libro troviamo una donna che ha sofferto molto nella vita e che è stata accompagnata costantemente da una malinconia che non l’ha mai abbandonata. Lei stessa, pur non essendo pazza, ha passato molti anni in una clinica psichiatrica e in questa parte l’autore si sofferma a lungo e talvolta in modo ripetitivo, sulla riflessione di cosa significhi davvero pazzia, cosa sia la normalità, e simili. Da questo punto di vista è quasi filosofico…

Sicuramente è un libro molto profondo che porta a meditare. Ho amato la scrittura di questo autore macedone, di grande sensibilità e capacità di espressione delle emozioni. È anche assai triste. Incredibile quante tragedie ci siano state nella famiglia Freud… Lo consiglio soprattutto a chi ha voglia di fare un viaggio di riflessione (e forse anche un bagno di malinconia pura) e a chi si interessa di questi argomenti. Diciamo che a mio parere bisogna essere proprio nel mood giusto per poterlo leggere e apprezzare appieno. Meno consigliato a chi cerca solo una vera e proprio biografia.

L’altra donna del re – Saga dei Tudor, volume I

Su Libridine abbiamo cominciato a leggere la saga dei Tudor scritta da Philippa Gregory, scrittrice britannica di romanzi di ambientazione storica. Tempo fa avevo visto il film di Justin Chadwick con Natalie Portman e Scarlett Johansson e quindi all’inizio volevo saltare la lettura di questo volume e passare direttamente agli altri. Alla fine l’ho letto lo stesso e ho fatto bene. Non ricordavo tutti i dettagli ed è stato comunque interessante leggerlo. Riguardando il trailer mi poi parso che molte cose siano state adattate, forse lo riguarderò per poter fare bene il paragone. Ho guardato anche qualche puntata della serie televisiva I Tudors, ma non è che mi ispiri molto…

Metto la trama, per chi non la conoscesse:

Maria Bolena, la sorella più piccola e meno famosa della sfortunata Anna, racconta quindici anni della sua vita alla corte di Enrico VIII d’Inghilterra. Moglie a dodici anni, a quattordici diventa l’amante del re, sposato alla cattolica Caterina d’Aragona, e gli dà subito due figli, una femmina e un maschio. Intanto, dietro le quinte, ci sono gli intrighi di palazzo e i giochi senza scrupoli del padre, del fratello George che costringeranno Maria a mettersi da parte e cedere ad Anna il posto nel cuore del re. E per la Storia sarà solo la secondogenita, l’altra Bolena.

Il libro è di gradevole lettura, anche se in alcuni punti, soprattutto nella lunga attesa durante la quale si aspetta che arrivi l’autorizzazione del matrimonio di Anna e il re, l’autrice si dilunga molto e non ci risparmia nessun dettaglio. E non parlo di quelli storici, che avrei gradito, ma quelli personali di fantasia. Ecco, chi ama le storie d’amore, apprezzerà molto il modo di affrontare quel periodo da parte dell’autrice, per chi, invece, cerca anche o maggiormente la storia, potrebbe rimanere deluso. Personalmente trovo affascinanti gli intrighi di corte, ma lo stesso mi sarebbe piaciuto che almeno gli eventi storici più importanti non venissero solo nominati, ma anche approfonditi. Ad ogni modo il ritratto dei personaggi della famiglia Bolena (specialmente quello delle due sorelle) mi è sembrato accurato e lo scopo della Gregory credo che fosse proprio questo. Questo e la descrizione di ciò che la vita di corte poteva essere per le donne, trattate come bestiame e in balia degli uomini e della loro ambizione alla ricchezza e ad uno status sociale sempre più elevato.

Il mese prossimo continueremo con la lettura de Il giullare della regina, in cui viene narrata la storia di Maria I, figlia di Enrico e Caterina, la prima moglie. Maria è colei che è anche stata soprannominata La sanguinaria, una figura che mi incuriosisce.

Sorella, mio unico amore – Joyce C. Oates

Ecco il libro che ho portato in vacanza… non proprio leggero, ma meritevole di attenzione.

Descrizione: Bix e Betsey Rampike a prima vista sono un caso di esemplare medietà suburbana: vivono non lontano eppure distantissimi dalla grande città, in un New Jersey tanto sonnacchioso quanto crudele nelle sue frammentazioni economiche e sociali; conducono un’esistenza che oscilla poco consapevolmente tra appagato conformismo e smodata ambizione; hanno due figli che, se per Bix sono l’incarnazione di un perenne senso di colpa venato di responsabilità, per Betsey rappresentano il veicolo di sogni di gloria e di riscatto, alimentati da una sottocultura della celebrità ormai del tutto pervasiva nella middle class americana. Le aspettative su Skyler, il primogenito, si sono purtroppo infrante in seguito a un incidente che lo ha lasciato claudicante. Diverso però è il caso di Edna Louise, graziosa bambina che sin dalla più tenera infanzia dimostra un talento fuori dal comune per il pattinaggio su ghiaccio che promette di lanciarla nello scintillante mondo dell’agonismo professionistico e dello show business.

Nello scrivere il libro, la Oates si è ispirata a un caso di cronaca nera avvenuto negli Stati Uniti nel 1996 che ha suscitato molto scalpore e ancora oggi è rimasto irrisolto. Si tratta dell’omicidio di una bambina “reginetta di bellezza” di 6 anni: JonBénet Ramsey.
Nel libro i nomi sono stati cambiati, ma le analogie sono moltissime. È Skyler Rampike, il fratello maggiore sopravvissuto, quello che racconta la storia della sua sorellina Edna Louise. Lei si rivela un talento nel mondo del pattinaggio, spinta fortemente dalla madre a conseguire un sogno che in realtà è più il suo e solo in parte quello della figlia. Al centro c’è sempre l’analisi delle dinamiche famigliari tipiche della borghesia media americana, l’ambizione eccessiva dei genitori nei confronti dei loro figli che li spinge a fare cose assurde pur di farli arrivare al successo che loro non hanno potuto raggiungere… Da qui la copertina, che sinceramente trovo in parte fuorviante. Sembra un romanzo rosa o la storia di Barbie, ma in realtà vuole raffigurare l’innaturalità e assurdità del mondo delle piccolissime miss (o simili concorsi, gare), la perdita dell’infanzia e il fatto che dietro ci sia sempre l’ambizione dei genitori e i figli, pur di compiacerli e sentirsi amati, si costringono a seguire.

L’autrice non ha veramente paura di nulla e del libro ne esce un ritratto terribile, triste, diretto, anche di denuncia di questo tipo di famiglie. Verso la fine avrei tolto qualche pagina di troppo che rende il libro un po’ dispersivo, ma sennò merita sicuramente, se si è interessati ad approfondire questo squarcio della realtà americana.

Per farvi un’idea, ecco qualche foto della vera JonBénet Ramsey:

Allucinante, no?