Latinoamericana: i diari della motocicletta – Ernesto Guevara

copj13Trama: Nel dicembre del 1951 due ragazzi argentini partono su una sgangherata motocicletta da Cordoba, decisi ad attraversare il continente fino al Venezuela. Entrambi studenti di medicina, Ernesto Guevara de la Serna e Alberto Granado termineranno quel lungo viaggio il 26 luglio 1952. Qualche tempo dopo l’uomo che la storia ricorderà con il soprannome di “Che”, riordina i suoi appunti in un libro, che è il dettagliato resoconto delle traversie affrontate in migliaia di chilometri. Chi scrive non è ancora il comandante Che Guevara, ma un ragazzo entusiasta, incline alle avventure picaresche e già infiammato da quella bramosia di vivere e di conoscere che lo accompagnerà in tutta la sua breve esistenza.

Nel 2004 è uscito il film “I diari della motocicletta”, tratto proprio dagli appunti di Ernesto. Mi era piaciuto molto. A distanza di tempo, prima di partire per la prima volta per l’america latina, ho deciso di comperare il libro, in modo da entrare già mentalmente nell’atmosfera del luogo. Devo dire con rammarico che non ha molto funzionato. Il film mi ha colpita molto di più, forse perché solo in esso si posso vedere i stupendi paesaggi che Alberto e Ernesto attraversano e in un certo senso l’immagine dà più impatto, rispetto alle descrizioni del libro (che invece ho trovato talvolta un po’ noiose). Ad ogni modo, come viene già detto nella trama, nel libro si trova il giovane Ernesto, non il comunista, anche se le idee nasceranno pian piano dall’effetto e dall’esperienza di questo viaggio, che lo cambierà per sempre. Ho trovato molto bella l’introduzione del padre nel libro, il suo punto di vista, la sua preoccupazione per quel figliolo che dentro è sempre stato un po’ inquieto. Tutto sommato non male, ma il film mi è piaciuto di più.

La profezia della curandera – Hernàn Huarache Mamani

9788838449918g Trama: Kantu è giovane, bella, piena di interessi e di entusiasmo. Vive a Cuzco, una città del Perù, e trascorre le sue giornate tra lo studio, gli amici, le feste. Non conosce nulla delle antiche tradizioni andine, della scienza della Pachamama, degli insegnamenti dei curanderos. Non la interessano. Un giorno, un evento inatteso sconvolge il suo universo, costringendola a confrontarsi con una realtà a lei incomprensibile. Disposta a tutto pur di conquistare l’uomo che ama, Kantu intraprende un cammino difficile che la porterà a riscoprire l’energia che c’è in lei. Tratto da una storia vera.

Quest’estate, dopo essere stata in Perù, avevo voglia di leggere qualcosa ambientato da quelle parti. Ed ecco che mi imbatto in questo libro e decido di prenderlo e leggerlo. Dopo un inizio un po’ fiacco il libro diventa interessante, specialmente da un punto di vista antropologico. Vengono descritte e raccontate le credenze andine e la vita della gente nelle campagne che si affidano ancora ai metodi tradizionali del posto. Interessanti anche i vari insegnamenti che vengono dati a Kantu, ma che possono essere utili a qualsiasi donna. Nonostante ciò verso la fine ho perso un po’ interesse per la storia che non mi ha coinvolta molto. Un libro comunque in generale scorrevole, adatto a chi ama conoscere altre culture e usanze attraverso i libri. 

 L’autore: Hernàn Huarache Mamani (Chivay, 3 marzo 1943) è uno scrittore e sciamano peruviano (indio quechua). Suo padre è un curandero e lui, seguendo gli insegnamenti e le indicazioni ricevute dal suo maestro, Anta Willki, trascorre diversi mesi dell’anno in Europa tenendo seminari e organizzando incontri tesi a diffondere e trasmettere l’amore per la pachamama e in generale il suo patrimonio spirituale. Laureatosi in economia all’Università di Arequipa, ha lavorato presso il ministero dell’agricoltura peruviano, ricoprendo l’incarico di economista. Ammalatosi gravemente, e guarito attraverso rimedi naturali dal padre curandero, scopre un nuovo cammino fino a diventare egli stesso curandero. Insegna inoltre lingua Quechua (lingua tradizionale andina) all’Università di Arequipa e da anni è impegnato in progetti di rivalutazione della cultura locale, devastata dai colonizzatori e mai più ripresasi. Mamani racconta del suo incontro avvenuto sul monte Ampato con un maestro a conoscenza di segreti mistici che gli sono stati trasmessi per diventare a sua volta tramite di diffusione nel mondo. Mamani ha tenuto e tiene tuttora diverse conferenze in Università e centri di ricerca di alta fama mondiale.

Marina – Carlos Ruiz Zafón

marina-carlos-ruiz-zafon1 Nonostante non avessi ancora letto “Il gioco dell’angelo” non ho saputo resistere alla copertina di “Marina” e leggere prima esso. Marina ha, infatti, una copertina che da subito mi ha attirato, la trovo davvero molto bella, e per quanto si possa dire che non si è influenzati dalle copertine, per me non è vero. Possono fare una grande differenza.

Trama: Barcellona, fine anni Settanta. Óscar Drai è un giovane studente che trascorre gli anni della sua adolescenza in un cupo collegio della città catalana. Colmo di quella dolorosa energia così tipica dell’età, fatta in parti uguali di sogno e insofferenza, Óscar ama allontanarsi non visto dalle soffocanti mura del convitto, per perdersi nel dedalo di vie, ville e palazzi di quartieri che trasudano a ogni angolo storia e mistero. In occasione di una di queste fughe il giovane si lascia rapire da una musica che lo porta fino alle finestre di una casa. All’interno, un antico grammofono suona un’ammaliante canzone per voce e pianoforte; accanto, un vecchio orologio da taschino dal quadrante scheggiato. Nel momento in cui sottrae l’oggetto e scappa, è sopraffatto da un gesto che risulta inspiegabile a lui per primo. Qualche giorno dopo tutto gli apparirà tanto chiaro quanto splendidamente misterioso. Tornando sui suoi passi per restituire il maltolto, infatti, Óscar incontra la giovane Marina e il suo enigmatico padre, il pittore Germàn. E niente per lui sarà più come prima. Il suo innato amore per il mistero si intreccerà da quel momento ai segreti inconfessabili del passato di una famiglia e di una Barcellona sempre più amata: segreti che lo spingeranno non solo alla più lunga fuga mai tentata dal detestato collegio, ma anche verso l’irrevocabile fine della sua adolescenza. Scritto prima de “L’ombra del vento” e “Il gioco dell’angelo” questo romanzo ne anticipa i grandi temi: gli enigmi del passato, l’amore per la conoscenza, la bellezza gotica e senza tempo di Barcellona.

Ammetto che personalmente non amo molto le storie che sembrano reali, ma invece sfociano nella pura fantasia. Per questo, quando ho letto il principe della nebbia, ne sono rimasta molto delusa. Nonostante anche Marina abbia una trama piuttosto fantasiosa e surreale (a tratti mi ha ricordato l’atmosfera horror e misteriosa appunto de il principe della nebbia), in questo libro sono presenti dei personaggi meglio caratterizzati e in sottofondo c’è sempre l’affascinante città di Barcellona. Óscar, Marina, Germàn sono dei protagonisti a cui ci si affeziona e di conseguenza si rimane anche più coinvolti nella storia. Inoltre il messaggio che Zafón lascia trasparire dalla storia ha un certo valore che ho saputo ben apprezzare. In conclusione Marina è una storia che intriga. È triste, misteriosa, piena d’amore e di odio, di vite spezzate e andate storte e di speranze disperate.

Biografia di Carlos Ruiz Zafón su Wikipedia

Alexandre Dumas figlio


Nato a Parigi nel 1824, lo scrittore e drammaturgo francese, figlio del forse più famoso Alexandre Dumas padre (autore de I tre moschettieri e de il conte di Montecristo), ha conosciuto il successo come autore di teatro dopo la pubblicazione de “La signora delle camelie”. La storia venne poi ripresa anche da Giuseppe Verdi nella Traviata. Le opere teatrali più famose sono Le Fils naturel e Un Père prodigue.
Dumas continuò a scrivere romanzi, ma ebbe molto più successo come drammaturgo. Fu uno dei primi autori di ‘drammi a tesi’, opere in cui viene rappresentata in tutti i suoi possibili sviluppi drammatici una vicenda, sempre di ambientazione borghese, incentrata su problematiche morali o sociali di comune interesse (come, ad esempio, l’infedeltà coniugale o la prostituzione): in questo ricorrente impianto rappresentativo si evidenzia l’importanza didascalica ed educativa che l’autore conferisce alla funzione del drammaturgo.

Opere (da wikipedia)

Romanzi o racconti principali
Aventures de quatre femmes et d’un perroquet (1847)
Césarine (1848)
La signora delle camelie (1848)
Le docteur Servan (1849)
Antonine (1849)
La vie à vingt ans (romanzo)
Le roman d’une femme (1849) (romanzo)
Les Quatre Restaurations. Serie di romanzi storici apparsi in feuilleton ne La Gazette de France sotto il titolo di Tristan le Roux, Henri de Navarre, Les Deux Frondes (1849-1851)
Tristan le Roux (1850)
Trois hommes forts (1850)
Histoire de la loterie du lingot d’or (1851)
Diane de Lys (1851) (racconto – commedia)
Le régent Mustel (1852)
Contes et nouvelles (1853)
La dame aux perles (1854)
L’affaire Clémenceau, Mémoire de l’accusé (1866) (romanzo)

Principali opere teatrali e adattamenti
Le Bijou de la reine, commedia in versi in un atto (1845)
Le Verrou de la reine, Parigi, Théâtre-Historique, 1848, poi Théâtre du Gymnase, 1873.
Atala, scena lirica, musica di Varney, Parigi, Théâtre-Historique, 1848.
La Dame aux camélias, Parigi, Le Vaudeville, 2 febbraio 1852.
Diane de Lys, Parigi, Théâtre du Gymnase, 15 novembre 1853.
Le Demi-Monde, Parigi Théâtre du Gymnase, 20 marzo 1855.
La Question d’argent, Parigi, Théâtre du Gymnase, 31 gennaio 1857.
Le Fils naturel, Parigi, Théâtre du Gymnase, 16 gennaio 1858.
Un Père prodigue, Parigi, Théâtre du Gymnase, 30 novembre 1859.
L’Ami des femmes, Parigi, Théâtre du Gymnase, 5 marzo 1864.
Les Idées de Mme Aubray, Parigi, Théâtre du Gymnase, 16 marzo 1867.
Une visite de noces, Parigi, Théâtre du Gymnase, 16 ottobre 1871.
La Princesse Georges, Parigi, Théâtre du Gymnase, 2 dicembre 1871.
La Femme de Claude, Parigi, Théâtre du Gymnase, 16 gennaio 1873.
Monsieur Alphonse, Parigi, Théâtre du Gymnase, 26 novembre 1873.
L’Étrangère, commedia in quattro atti, Parigi, Théâtre-Français, 14 febbraio 1876.
La Princesse de Bagdad, opera in tre atti, Parigi, Théâtre-Français, febbraio 1881.
Denise, opera in quattro atti, Parigi, Théâtre-Français, 19 gennaio 1885.
Francillon, opera in tre atti, Parigi, Théâtre-Français, 17 gennaio 1887.

Principali collaborazioni teatrali
con George Sand : Le Marquis de Villemer, Parigi, Théâtre de l’Odéon, febbraio 1864.
con Émile de Girardin : Le Supplice d’une femme, Parigi, Théâtre-Français, 29 aprile 1865.
con Armand Durantin : Héloïse Paranquet, Parigi, Théâtre du Gymnase, 20 gennaio 1866.
con H. Lefrançois : Le Filleul de Pompignac, commedia in quattro atti, Parigi, Théâtre du Gymnase, 1869.
con Pierre de Corvin: Les Danicheff, dramma in cinque atti, Parigi, Théâtre de l’Odéon, febbraio 1876.
con Gustave-Eugène Fould : La Comtesse Romani, commedia in tre atti, Parigi, Théâtre du Gymnase, novembre 1876.
con Alexandre Dumas : La Jeunesse de Louis XIV, Parigi, Théâtre de l’Odéon, 1874.
con Alexandre Dumas : Joseph Balsamo, dramma inedito in cinque atti, Parigi, Théâtre de l’Odéon, marzo 1878.

Opere complete
Théâtre complet avec préfaces inédites (1868-1879) (6 vol.). Edizione accresciuta, detta dei Comédiens (1882-1886) (6 vol.).
Entr’actes (1878-1879) (3 vol.) Scritti giovanili.
Péchés de jeunesse (poesie)