Concerto per archi e canguro – Jonathan Lethem

Trama: Conrad Metcalf è un investigatore con un sacco di problemi: per cominciare, nella sala d’attesa del suo studio ci sono un coniglio e un canguro dal grilletto facile. Oakland, un prossimo futuro: gli animali evoluti fanno ormai parte della società, la polizia controlla i cittadini attraverso i loro livelli di karma e farmaci da capogiro come Forgettol e Acceptol sono di gran moda. Metcalf sta pedinando Celeste, la moglie di un medico facoltoso, e forse se ne sta anche innamorando. Quando il dottore viene assassinato, l’investigatore si ritrova sotto il fuoco incrociato dei detective governativi, pronti a ibernarlo per sempre, e dei gangster che si riuniscono nel retro del bar “La musa incostante”. Mescolando fantascienza e noir nella trama, il primo romanzo di Jonathan Lethem è uno sguardo ironico, divertente e satirico su tutto ciò che può riservarci il futuro.

Un romanzo interessante, dal sapore distopico, dalle atmosfere noir e vecchio stile. Originale, particolare e divertente. Buona compagnia per pomeriggi oziosi 🙂 È il classico libro nel quale durante la lettura è come se vedessi un film!

Chi è Jonathan Lethem? 

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Uno studio in rosso

Ora so che per molti dirò un’eresia, ma come promesso, con un po’ di ritardo, vi parlerò di questa lettura, vincitrice del sondaggio di agosto.

Personalmente amo il personaggio di Sherlock Holmes, quello che ho nell’immaginario, quello che ho letto in qualche racconto e pure quello visto al cinema! Ma qui… ho conosciuto la noia. Non so, all’inizio parto con entusiasmo, poi mi perdo tra i mille dettagli, tra le descrizioni. C’è poca vera azione, c’è qualche salto temporale sconcertante e boh, mi sono annoiata. Più in là proverò a leggere Il segno dei Quattro, magari quel caso mi appassionerà maggiormente. E intanto attendo il prossimo episodio cinematografico!!!

E trailer sia! 😀

Lo so, si allontana molto da quello originale, ma per una volta mi sento di dire: chissenefrega! XD

La principessa di ghiaccio – Camilla Läckberg

Da poco è uscito in Italia il terzo episodio con la protagonista Erika Falck e con Patrick Hedström, intitolato Lo scalpellino. Questa autrice oltre a molte lodi, ha ricevuto anche tante critiche. A mio parere quest’ultime nascono dai paragoni forzati che i giornalisti, i critichi o le case editrici sentono sempre di dover fare. La nuova Agatha Christie, ma perché? Qui non abbiamo nessuna nuova Agatha Christie, abbiamo Camilla Läckberg. Forse per lo stile potrebbe ricordare qualcuno, tipo Stieg Larsson, solo un po’ meno dispersiva e più rosa. Sarà una buona mossa di marketing per vendere subito molto e arrivare al successo, ma molti ne rimarranno anche irrimediabilmente delusi.

Nonostante ciò, ormai conosco abbastanza bene il mondo dei gialli scandinavi e so che leggendoli non si trova solo il tipico giallo, ma si trovano soprattutto i protagonisti con le loro storie. Per cui, se non vi piace l’aspetto psicologico di una vicenda, se non vi interessa la vita dei protagonisti, ma solo il giallo e la sua risoluzione, lasciate perdere!!

Personalmente amo questo tipo di gialli. Erika Falck mi è piaciuta da subito e ho letto molto volentieri la sua storia e la sua conoscenza con Patrick, un poliziotto, che rimarrà suo partner fisso investigativo (oltre che nella vita privata). Leggerò sicuramente i libri successivi che usciranno. A quanto pare la Läckberg ne ha già scritti molti che devono ancora essere tradotti. A me, però, attendono prima ancora Il predicatore e il sopracitato Lo scalpellino.

Sorella, mio unico amore – Joyce C. Oates

Ecco il libro che ho portato in vacanza… non proprio leggero, ma meritevole di attenzione.

Descrizione: Bix e Betsey Rampike a prima vista sono un caso di esemplare medietà suburbana: vivono non lontano eppure distantissimi dalla grande città, in un New Jersey tanto sonnacchioso quanto crudele nelle sue frammentazioni economiche e sociali; conducono un’esistenza che oscilla poco consapevolmente tra appagato conformismo e smodata ambizione; hanno due figli che, se per Bix sono l’incarnazione di un perenne senso di colpa venato di responsabilità, per Betsey rappresentano il veicolo di sogni di gloria e di riscatto, alimentati da una sottocultura della celebrità ormai del tutto pervasiva nella middle class americana. Le aspettative su Skyler, il primogenito, si sono purtroppo infrante in seguito a un incidente che lo ha lasciato claudicante. Diverso però è il caso di Edna Louise, graziosa bambina che sin dalla più tenera infanzia dimostra un talento fuori dal comune per il pattinaggio su ghiaccio che promette di lanciarla nello scintillante mondo dell’agonismo professionistico e dello show business.

Nello scrivere il libro, la Oates si è ispirata a un caso di cronaca nera avvenuto negli Stati Uniti nel 1996 che ha suscitato molto scalpore e ancora oggi è rimasto irrisolto. Si tratta dell’omicidio di una bambina “reginetta di bellezza” di 6 anni: JonBénet Ramsey.
Nel libro i nomi sono stati cambiati, ma le analogie sono moltissime. È Skyler Rampike, il fratello maggiore sopravvissuto, quello che racconta la storia della sua sorellina Edna Louise. Lei si rivela un talento nel mondo del pattinaggio, spinta fortemente dalla madre a conseguire un sogno che in realtà è più il suo e solo in parte quello della figlia. Al centro c’è sempre l’analisi delle dinamiche famigliari tipiche della borghesia media americana, l’ambizione eccessiva dei genitori nei confronti dei loro figli che li spinge a fare cose assurde pur di farli arrivare al successo che loro non hanno potuto raggiungere… Da qui la copertina, che sinceramente trovo in parte fuorviante. Sembra un romanzo rosa o la storia di Barbie, ma in realtà vuole raffigurare l’innaturalità e assurdità del mondo delle piccolissime miss (o simili concorsi, gare), la perdita dell’infanzia e il fatto che dietro ci sia sempre l’ambizione dei genitori e i figli, pur di compiacerli e sentirsi amati, si costringono a seguire.

L’autrice non ha veramente paura di nulla e del libro ne esce un ritratto terribile, triste, diretto, anche di denuncia di questo tipo di famiglie. Verso la fine avrei tolto qualche pagina di troppo che rende il libro un po’ dispersivo, ma sennò merita sicuramente, se si è interessati ad approfondire questo squarcio della realtà americana.

Per farvi un’idea, ecco qualche foto della vera JonBénet Ramsey:

Allucinante, no?