Un viaggio in Congo…

“In Congo” trasporta il lettore nella jungla più fitta e sulle acque infestate di coccodrilli dell’Africa subsahariana. Discendendo in piroga il tratto navigabile più lungo del Congo, da Kisangani fino alla capitale, Kinshasa, una distanza di 1736 chilometri e imbattendosi lungo il viaggio in mercanti, prostitute, sciamani, pescatori, bambini, Tayler conduce nel “cuore di tenebra” dell’Africa nera, là dove non è raro ritrovarsi faccia a faccia con tribù ostili, i cui antenati furono massacrati dagli uomini con la pelle bianca, o alle prese con una natura incantevole ma piena di insidie e pericoli.

All’inizio sembra il viaggio di un folle… si butta in questa avventura molto pericolosa e nonostante passi la maggior parte dei momenti da incubo va avanti… Personalmente leggendolo mi dicevo: “ma questo cosa pensava di fare?”. Alla fine si è rivelato interessante per il messaggio finale, che riassume un percorso interiore di consapevolezza dell’autore, che forse senza questa esperienza non avrebbe mai fatto davvero. È l’effetto che può fare l’Africa come anche altri paesi molto poveri. Finché non li si vive sulla pelle non si può comprendere realmente. Tayler parte dalla Russia in un momento di crisi personale, in cui ha bisogno di capire chi è e cosa vuole dalla vita. Incontrando un popolo povero, in un paese devastato, si rende conto che forse – lo cito – aveva sfruttato lo Zaire come un immenso parco giochi dove risolvere i suoi dilemmi esistenziali di ragazzo ricco.

È una lettura che consiglio a chi ama l’Africa, a chi ama i viaggi, a chi ama aprire la mente.

Ah dimenticavo…

Oggi è il mio compleanno! Forse non fregherà niente a nessuno, ma ho passato davvero una bella giornata. Sono felice. Good night and good luck to everyone!