Donna per caso – Jonathan Coe

Trama: Per Maria non c’è nulla di certo. La sua vita è una sequenza di episodi accidentali. L’amicizia di chi la circonda non la smuove, e non la smuovono neppure le reiterate offerte di matrimonio da parte di Ronny, innamorato devoto. Le piace vivere dentro i confini che certamente sente come il suo mondo ma che altrettanto sicuramente sa non essere prodotto di una “sua” precisa volontà. Si laurea, si sposa, ha un figlio e continua a non capire come di quegli eventi si possa dire “la mia vita”. Esiste un grimaldello capace di far saltare l’apparente freddezza esistenziale di Maria? O tutto è destinato a finire com’è cominciato, vale a dire “per caso”?

Primo romanzo di Jonathan Coe e si nota. Sicuramente con il tempo la qualità delle storie è migliorata. La storia in sé si legge bene, il libro è corto, ci vuole poco. Maria è una ragazza bellissima, ma priva di qualunque emozione, o quasi. All’inizio si riesce ad essere abbastanza empatici con lei, è una che si distingue dalla massa, potrebbe essere una personalità interessante. Tuttavia dopo che la vita va avanti e lei incappa accidentalmente in continui eventi spiacevoli (per usare un eufemismo) e non fa assolutamente nulla per prendere in mano le redini della sua vita, ma si lascia trascinare e basta… beh comincia a snervare un po’…! Ne esce fuori il ritratto di una gioventù non goduta, profondamente infelice, solitaria, non compresa… Tristezza pura e anche un pizzico d’ansia, possibile poter subire così tanto senza mai reagire e rimanendo pressoché impassibile?

La storia di Maria in realtà mi ha suscitato diverse emozioni contrastanti e anche se parecchio di fastidio… vuol dire che in fondo il suo lavoro l’ha svolto comunque bene.

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La tredicesima storia – Diane Setterfield

Più riguardo a La tredicesima storia

Descrizione: Margaret Lea è una giovane libraia antiquaria che negli anni trascorsi con il padre tra pagine immortali e volumi sepolti dall’oblio, ha coltivato una quieta passione per le biografie letterarie in cui di tanto in tanto si cimenta. La sua prevedibile esistenza viene sconvolta il giorno in cui Vida Winter, sfuggente e carismatica scrittrice alla fine dei suoi giorni, la incarica di scrivere la sua biografia ufficiale. Margaret parte alla volta dell’isolata magione dell’anziana autrice, nelle campagne dello Yorkshire, e rimane immediatamente stregata dalle vicende della singolare famiglia Angelfield e dalla sorte di un misterioso racconto che Vida Winter non ha mai voluto pubblicare… “La tredicesima storia” dipana così davanti agli occhi del lettore non solo il tempestoso trascorrere di esistenze avvolte dal segreto, ma anche la complessa, intensissima amicizia tra due donne di differenti generazioni che, dietro la magica finzione del narrare, troveranno l’una nell’altra verità su se stesse a cui mai sarebbero potute arrivare da sole.

Il libro è uscito già diversi anni fa… Da un lato ne avevo sentito parlare molto bene, dall’altra alcuni ne erano invece rimasti delusi. Fatto sta che ce l’avevo da parecchio in libreria e finalmente mi sono decisa a leggerlo. Ho impiegato quasi un mese tra le sue pagine, sindrome di un coinvolgimento non troppo grande… Nonostante ciò alla fine ho trovato la storia di Vida Winter (molto di più rispetto a quella di Margaret) e il suo personaggio, interessante.
Parla molto dei libri, della lettura, specialmente dei grandi classici come Jane Eyre, Cime tempestose, La donna in bianco e molti altri ancora, infatti anche questo romanzo ha qualcosa di gotico e misterioso. Chi ha amato questi libri, apprezzerà senz’altro tutti i richiami fatti dall’autrice. Tuttavia, la storia talvolta risulta un po’ forzata e non è riuscita ad entusiasmarmi pienamente. Per quanto mi riguarda, è mancato quel qualcosa in più che gli sarebbe servito per distinguersi da altri romanzi con storie simili… Però avrei sicuramente trovato intrigante uno dei libri di Vida Winter, le dodici favole rivisitate in maniera crudele, ma anche più reale e l’ultima mancante, la tredicesima, mi è parsa davvero triste…

Diciamo che, in conclusione, non mi è dispiaciuto, ma non credo sia nemmeno un libro di grande spicco… Da leggere nelle serate invernali.

Il libro delle bugie

Trama: Nicolette Prevost è morta, precipitando di notte dalla scogliera di Clarence Batterie a Guernsey, l’impervia isola del Canale della Manica dove Victor Hugo scrisse “I miserabili”. L’ha uccisa Cathy Rozier, sua compagna di liceo e amica del cuore. Nic aveva i capelli lunghi e gli occhi verdi ed era la ragazza più bella e ambita della scuola. Cathy è sovrappeso, secchiona, scontrosa, non ha il padre, che ha pensato bene di andarsene all’altro mondo, e non ha nemmeno la madre, che è viva, ma non si cura per niente della “vita reale”. Cathy, insomma, è uno zero, un niente rispetto a Nic, ma uno zero, un niente che pensa e che, soprattutto, non sopporta il tradimento e la bugia. E Nic era una bugiarda e una traditrice incallita. Ha sparso falsità sul suo conto e ha avuto la fine che si meritava. L’aveva già scoperto suo padre che a Guernsey, “un’isola che abbonda di segreti inconfessabili”, nascono i mentitori e i voltagabbana più spudorati del sacro suolo britannico. Amava la storia locale suo padre, soprattutto le scartoffie che riguardavano i Rozier, la sua famiglia. E aveva svelato la triste fine di zio Charlie… Le struggenti e irresistibili voci di Cathy e Charlie, due adolescenti distanti quarant’anni ma simili nel ribellarsi all’ipocrisia della vita, conducono, in questo romanzo, in un viaggio attraverso un paese segnato da una Storia, e da tante storie, in cui l’amicizia si mescola all’egoismo e al tradimento e la verità del mondo alla sua ineliminabile menzogna.

Questo è uno di quei libri presi in biblioteca d’impulso… solitamente vado e ho già bene in mente cosa prendere, ma questo mi ha attratta per il suo titolo e quando un libro chiama non si può resistere 🙂 Ho fatto bene! Ho letto in giro recensioni non molto lusinghiere, ma personalmente mi è piaciuto… Un po’ di tempo fa avevo già letto un libro, molto più frivolo, su Guernsey e il tempo dell’occupazione tedesca durante la Seconda guerra mondiale: La società letteraria di Guernsey di Mary A. Shaffer (lettura leggera, ma molto carina) e già allora mi aveva incuriosito questa parte di storia che non conoscevo. Il libro delle bugie affronta due tipi di storie in parallelo: Quella di Catherine e quella più storica dello zio Charlie. Credo che l’autrice abbia messo molto del suo, e si sente, perché la conoscenza del posto è davvero ampia e sa descrivere veramente bene la vita su Guernsey. Infatti, lei stessa è cresciuta sull’isola e si è poi interessata della sua Storia. Deve averla anche vissuta male, perché il ritratto che ne esce fuori è davvero triste e spietato… Ed è proprio questo ritratto dell’isola che ho trovato interessante. Ma anche le storie sono scritte molto bene e quella di Charlie è anche piuttosto commovente. Quella di Cathy, invece, mostra una nuova generazione che soffre ancora delle ripercussioni, tradimenti, bugie e rivalità tra famiglie del passato… Un’isola abbandonata dall’Inghilterra perché considerata piena di collaborazionisti, quando per loro sarebbe stato impossibile fare altrimenti, essendo in pochi e non avendo nessun tipo di armi per difendersi, potevano solo cercare di sopravvivere con quello che avevano. E anche così non è che abbiano vissuto molto bene… La Horlock racconta di un’isola, spesso altrimenti ignorata, rovinata dall’Occupazione, quando, invece, avrebbe potuto essere un piccolo paradiso. Tanto che mi è venuto da chiedermi, ma sarà davvero così terribile questa Guernsey? Dal libro della Shaffer era apparso altro (o almeno molto meno peggio), ma crescerci e viverci veramente, probabilmente è un’altra storia…

Mary Horlock

Topi – Gordon Reece

Descrizione: Nella casa isolata in cui si sono trasferite, Shelley e sua madre devono dimenticare le feroci molestie delle compagne di classe che hanno sfregiato il volto di Shelley, l’egoismo di un uomo che le ha abbandonate, il terrore di mettersi alla prova. In fondo sono topi e i topi hanno bisogno di un nascondiglio per sottrarsi agli artigli dei gatti. Tutto sembra tornare alla normalità, ma una notte Shelley si sveglia di soprassalto e si rende conto che qualcuno è entrato in casa. Nelle scioccanti ore che seguono, il mondo di Shelley e di sua madre viene capovolto e per la prima volta le due donne si ribellano al proprio istinto. Ma se adesso non sono più topi, che cosa sono diventate? Con un ritmo che inchioda alla pagina e una suspense che non ha nulla da invidiare ai capolavori di Hitchcock, questo è un romanzo folgorante.

Letto tutto d’un fiato, questo romanzo si è rivelato davvero un thriller appassionante. Forse complici le ultimi notti tempestose, l’atmosfera che Reece ha saputo creare mi ha trasmesso grande tensione e angoscia.

Quanto si può arrivare a sopportare? Da ciò parte tutto il romanzo. Quello che mi ha stupita è che Shelley è arrivata davvero a un limite grandissimo, un limite che fa venir rabbia a chi assiste esternamente, pur essendo consapevole che è una vittima. Ma lo stesso autodefinirsi all’inizio topo, sottolineandolo più volte, mi è parso brutto, quasi autocommiserevole, come se essere topi fosse un destino a cui non poter sfuggire. È anche vero che il bullismo subito da Shelley è presentato in modo molto forte, l’essere topo forse porta il personaggio a giustificare il fatto di non riuscire a reagire, ma mostra anche la sua debolezza. Lei, ma anche la madre, infatti sopportano tutto, fin quando non arriva l’evento scatenante, forse una situazione meno peggiore rispetto a tutte le atrocità subite dalle sue compagne di classe, ma comunque ormai troppo da poter ancora sopportare. Troppa rabbia che è stata covata dentro e ad un certo punto deve esplodere… sopravvivere o soccombere… non ci sono alternative, o forse sì? Drastico, talvolta esagerato, senza sfumature su altri tipi di personalità… Però Reece sembra essere convinto, e forse non a torto, che da qualche parte tutto quel che si subisce prima o poi deve essere sfogato… Che anche i topi in fondo possono essere gatti, anzi… possono essere, diventare, molto peggio.

L’unica delusione è stata un po’ nella parte finale… la storia perde un po’ di suspense e sembra mancare qualcosa. Dopo tutto quel casino finisce così?? Non pare quasi vero…