Promossi e bocciati di aprile

Solo brevemente… 🙂

1. Ritratti d’artista – Susan Vreeland (5)
Delusione… mi sa che ho iniziato dal libro sbagliato di questa autrice… Non amo i racconti e sinceramente qui, più che ritratti d’artista mi sono sembrate bozze mal fatte, almeno nella maggior parte dei casi. Per non parlare della seconda parte piuttosto inutile… mah.

2. L’altra Grace – Margaret Atwood (7)
Anche qui mezza delusione. Mi aspettavo qualcosa in più. Tuttavia il libro scorre bene, anche se affronta molte tematiche in modo fin troppo superficiale. Grace è comunque una figura interessante. Lo stile me l’aspettavo più vicino a quello della Oates.

3. Misery – Stephen King (7)
Alla fine non mi è dispiaciuto troppo! Non è il mio genere, ma, dopo la noia iniziale, ho trovato interessante il rapporto scrittore-lettore narrato da King e tutto il ruolo e le pressioni del suo mestiere. Per il resto, ho trovato alcune parti assurde… Davvero c’è chi fa gli incubi dopo aver letto questo? Io ho dormito sonni tranquilli 😉

4. Al lupo, al lupo – Karin Fossum (7)
Non male, ma la Fossum ha scritto di meglio. Il vero giallo stenta ad arrivare e il libro decolla solo nell’ultimo terzo del libro… peccato. Sejer e Skarre mi piacciono, invece, sempre molto.

5. Lady Susan, I Watson, Sanditon – Jane Austen (7)
Lady Susan l’ho trovato assai irritante, quanto è cinica qui la Austen! I Watson delizioso (è quello che mi è piaciuto di più) e Sanditon sono riuscita a leggerlo solo un po’ distrattamente, ma non mi è sembrato male. Ovviamente essendo gli ultimi due incompleti, non è che si possa dare un vero e proprio giudizio. Non li ritengo dei racconti essenziali da avere, ma sicuramente saranno apprezzati da chi ama particolarmente l’autrice.

Un mese un po’ così… di 7… né troppo belli, né troppo brutti :-/

Per maggio sono previste le seguenti letture (sto forse partecipando a troppe sfide letterarie, gdl and Co. ? Noooo :D):

Finire Un divorzio tardivo – Yehoshua (ci sono quasi!)

Caino – Saramago (sfida gara d’autore) -> iniziato…
Trilogia della città di K. – Kristof
Il giardino dei segreti – Morton
La stella di Strindberg – Wallentin
Umiliati e offesi – Dostoevskij (sfida dei classici)
La collina dei conigli – Adams (consiglio di maggio da un’anobiiana)
Lettera di una sconosciuta – Zweig (sfida dei più belli)
Doppio sogno – Schnitzler (da cui hanno tratto Eyes Wide Shut, libro del mese di Altrove)
Velocity – Koontz (Gdl thriller su Libridine)

(Sarebbero anche da finire I misteri di Parigi e Die Mandel, ma lo escludo per ora…)

Sicuramente non riuscirò a leggerli tutti… ultimamente sono un po’ lenta. Qualche consiglio su quale leggere prima, dopo, mai? 😛

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Amatissima Poona – Karin Fossum

Trama: Incontrare l’anima gemella, si sa, non è mai facile, ma il compito diventa ancora più arduo se si abita in un piccolo paesino della Norvegia, si ha un fisico imponente, un carattere schivo e si è ormai alla soglia dei cinquant’anni. Per questo Gunder Jomann si era deciso, dopo aver visto la fotografia di un bellissimo viso indiano, a intraprendere un viaggio alla volta di Bombay (l’attuale Mumbay) con il preciso intento di trovar moglie. E ci era anche riuscito. Aveva trovato il coraggio di dichiararsi a Poona, trentasette anni di grazia e gentilezza. Inaspettatamente aveva scoperto di essere ricambiato. Poche settimane dopo si erano sposati e Gunder era tornato in Norvegia, Poona l’avrebbe raggiunto. Ma Poona da Gunder non giunse mai.

Tenerissima e molto dolce la storia d’amore, che nemmeno è potuta davvero iniziare, tra Gunder e Poona. Questo perché il primo giorno che lei metterà piede in Norvegia, sarà anche quello in cui verrà uccisa brutalmente. Tutto ciò accade in un piccolo paese, dove tutti si conoscono, i segreti sono molti e pochi sono disposti a parlare. Gunder aveva programmato l’arrivo della sua amatissima neosposa nei dettagli e – forse per la prima volta nella sua vita – era davvero felice e innamorato. Così questo omicidio appare davvero crudele, oltre che per la sua efferatezza, anche per i sogni che ha frantumato. Sia quelli di Gundar – quello di avere finalmente una moglie al suo fianco – sia quello di Poona – andare a vivere in un posto tranquillo, agiato, in campagna, con un brav’uomo come marito. Pur essendosi conosciuti da poco, si sarebbero amati moltissimo. E questo spezza il cuore. Ho provato tanta rabbia per l’uccisione di Poona e quando segui le righe del romanzo ti ritrovi proprio a pensare a lei, a come si deve essere sentita sperduta perché Gundar, a causa di un’incidente alla sorella, non è potuto andarla a prendere all’aeroporto. Per non immaginare il dopo. Povera Poona. E mi ha fatto ancora più rabbia quando alla fine non si scopre il vero assassino (o meglio il lettore sì, ma non la polizia). Sejer prende una sbandata. E non mi è piaciuto per nulla, anche se nella realtà succede. Mica è come in C.S.I dove scoprono in quattro e quattr’otto e sempre l’assassino 😛 Però siccome amo molto l’ispettore Sejer e lo reputo un uomo intelligente, non ho gradito affatto quanto accade. Finisce così… e lascia parecchio amaro in bocca. Ci sono alcuni punti poi che sono un po’ traballanti: La sfortuna immensa di Gundar (l’incidente della sorella proprio quella mattina, il marito non presente, il taxi che non riesce ad arrivare in tempo all’aeroporto e poi persino l’omicidio di Poona), il personaggio di Linda (un po’ assurdo e non ho capito che senso ha avuto per l’autrice farla arrivare alla persecuzione di Skarre… mah) e soprattutto il fatto che la polizia si sia impuntata così su un sospettato senza tener conto delle incongruenze che c’erano, giusto quasi per avere un colpevole e una confessione. Se non è della persona giusta, a che serve? In questo Sejer mi ha delusa davvero. Ce lo si aspetta dalla polizia, da altri ispettori, ma non da lui! Uhm… insomma, in generale non è male come libro, ma ho preferito i primi due a questo. 

Chi ha paura del lupo? – Karin Fossum

Trama: Una vecchia massacrata in casa sua, un criminale in fuga con il proprio ostaggio, una serie di sciagure. E dietro a tutto questo, Errki Johrma. Il mostro. Errki è uno schizofrenico scappato dal manicomio: dentro ha un lupo che gli dice come agire, e lui lo fa. Nel suo passato ha lasciato dei cadaveri, ora si nasconde nella foresta terrorizzando il villaggio di Finnemarka. Ma il destino ha voluto che entrambi i casi fossero affidati all’ispettore Sejer, un uomo che non si ferma alle apparenze.

La Fossum per me è stata una bella scoperta. Meglio di Mankell, di Nesser, di Larsson (beh, probabile che molti di voi troveranno uno di questi autori superiori, ma per me non è stato così. Pur essendomi piaciuti anche loro – chi più, chi meno – nella Fossum ho trovato un qualcosa in più. Ma si sa che poi è anche questione di gusti personali). Certo, lei non scrive gialli “normali”, ma si addentra nella psiche di ogni singolo personaggio. E io amo queste autrici che lo sanno fare così bene. Poi c’è anche l’ispettore Sejer che all’inizio sembra una persona molto fredda, ma poi si scopre che in realtà non lo è affatto. Anzi, egli possiede una grande sensibilità e umanità. Alcuni, a contrario di me, ritengono la Fossum abbia uno stile freddo e poco coinvolgente. Personalmente non lo penso affatto, e mi sento di consigliare quest’autrice a tutti coloro che amano i gialli psicologici.

Finora sono stati tradotti in italiano solo 4 titoli:

 – Lo sguardo di uno sconosciuto (da cui è stato tratto anche un film di Andrea Molaioli: La ragazza del lago, 2007)
– Chi ha paura del lupo?
– Amatissima Poona
– Il bambino nel bosco