Ultime letture

Io sono il Tenebroso – Fred Vargas

Trama: Tra le giovani donne sole di Parigi, quale sarà la terza vittima del killer delle forbici? Nascosto nelle tenebre, l’assassino studia la prossima mossa. Non resta che affidarsi all’irresistibile carisma dei perdenti: un ex poliziotto deluso dalla vita, tre storici improvvisati detective e la vecchia Marthe, che una volta era la regina di place Maubert e ripete da sempre che “i marciapiedi del Signore sono infiniti”.

Commento: Personalmente amo sempre leggere i libri della Vargas. Sono scorrevoli, ironici e si leggono sempre piacevolmente. Anche questo non mi ha delusa. Quando ho bisogno di qualcosa di più leggero, leggere un suo giallo è sempre una buona soluzione. Certo è che, pian piano sto conoscendo il suo stile di giallo e gli assassini riesco ad identificarli già prima del “colpo di scena finale”. Ma non importa, amo i personaggi che crea, in questo caso in particolare l’evangelista Marc, ma anche il Tedesco.

È una vita che ti aspetto – Fabio Volo

Trama: Il percorso di Francesco è quello di molti ragazzi d’oggi, che si accorgono di esistere senza vivere davvero, come se mancasse loro qualcosa, e un giorno decidono che così non va. Ha un lavoro stressante, anche se remunerativo, che fa per comprarsi cose che gli riducano lo stress. Ha storie con tipe tanto diverse tra loro. Sente il bisogno di star solo ma ha paura di essere “tagliato fuori”, adora i genitori ma non è mai riuscito a comunicare con il padre, si fa le canne ma vuole smettere di fumare…

Commento: Sinceramente mi aspettavo qualcosa in più. Volo mi piace molto, ma non ha un buon stile di scrittura… a volte l’ho trovato proprio rudimentale. Forse, però, con gli altri romanzi questo fattore può averlo migliorato. La storia in sé non è male, ma niente di particolare o originale. Diciamo che si legge bene, ma non trovo sia un libro che si distingue dalla massa. Comunque leggerò altro di suo… la lettura è scorrevole e mi hanno detto che i suoi ultimi libri sono migliori dei primi.

Lasciami andare, madre – Helga Schneider

Trama: In una stanza d’albergo di Vienna, alle sei di un piovoso mattino dell’ottobre del 1998, Helga Schneider ricorda di quella madre che nel 1941 ha abbandonato due bambini per seguire la sua vocazione e adempiere la sua missione: lavorare come guardiana nei campi – di concentramento, prima, e di sterminio, poi – del Führer. Che cosa spinge Helga, oggi, a incontrare questa vecchia estranea che è sua madre? La curiosità? La speranza che si sia pentita? O qualcosa di più oscuro e inquietante?

“Verso di lei provo un rancore tenace, ma temo di non avere ancora rinunciato a trovare in lei qualcosa che si salva. Di qui il dubbio: è stata davvero spietata come dice o si mostra irriducibile perché io la possa odiare, liberandomi dell’incubo?”

Commento: Una testimonianza che fa riflettere… storia assolutamente vera che l’autrice ci racconta con tutta la sofferenza che le ha portato questo non rapporto con la madre nazista.