La figlia della fortuna – Isabel Allende

Trama: Eliza viene abbandonata ancora neonata sulla soglia di casa di tre fratellli inglesi – Jeremy, John e Rose – da tempo trasferitisi a Valparaiso, che decidono di adottarla. La giovane Rose impartisce una perfetta educazione anglosassone a Eliza, nella speranza di offrirle un sereno futuro, coronato da un buon matrimonio. Ma la ragazza si innamora perdutamente di Joaquin Andieta, un giovane scapestrato, anch’egli figlio illegittimo. Alla notizia che in California è stato scoperto l’oro, Joaquin decide di salpare in cerca di fortuna. Eliza decide quindi di seguire Joaquin, imbarcandosi clandestinamente su una nave diretta a San Francisco.

Tranne per la trilogia per ragazzi – La città delle bestie, Il regno del drago d’oro e La foresta dei pigmei – questo è il primo romanzo che leggo della Allende. Avevo tentato un po’ di tempo fa con “La casa degli spiriti”, che molti dicono essere il suo miglior romanzo, ma il periodo non era quello giusto e dopo poche pagine l’ho messo da parte. Così ho provato con quest’altro che è in realtà anche il primo di una specie di trilogia, che continua con “Ritratto in seppia” e “La casa degli spiriti”. Lo stile della Allende, a contrario di altri scrittori sudamericani, mi piace e lo trovo molto scorrevole. La storia è abbastanza coinvolgente, ma soprattutto di buon intrattenimento – a volte mi sembrava di leggere un film – anche se la trama non è delle più originali. Il libro ha come protagonista centrale Eliza, però nel libro vengono raccontate le storie personali di altri personaggi e quella che mi ha appassionato di più è sicuramente quella del cinese Tao Chi’en.

Latinoamericana: i diari della motocicletta – Ernesto Guevara

copj13Trama: Nel dicembre del 1951 due ragazzi argentini partono su una sgangherata motocicletta da Cordoba, decisi ad attraversare il continente fino al Venezuela. Entrambi studenti di medicina, Ernesto Guevara de la Serna e Alberto Granado termineranno quel lungo viaggio il 26 luglio 1952. Qualche tempo dopo l’uomo che la storia ricorderà con il soprannome di “Che”, riordina i suoi appunti in un libro, che è il dettagliato resoconto delle traversie affrontate in migliaia di chilometri. Chi scrive non è ancora il comandante Che Guevara, ma un ragazzo entusiasta, incline alle avventure picaresche e già infiammato da quella bramosia di vivere e di conoscere che lo accompagnerà in tutta la sua breve esistenza.

Nel 2004 è uscito il film “I diari della motocicletta”, tratto proprio dagli appunti di Ernesto. Mi era piaciuto molto. A distanza di tempo, prima di partire per la prima volta per l’america latina, ho deciso di comperare il libro, in modo da entrare già mentalmente nell’atmosfera del luogo. Devo dire con rammarico che non ha molto funzionato. Il film mi ha colpita molto di più, forse perché solo in esso si posso vedere i stupendi paesaggi che Alberto e Ernesto attraversano e in un certo senso l’immagine dà più impatto, rispetto alle descrizioni del libro (che invece ho trovato talvolta un po’ noiose). Ad ogni modo, come viene già detto nella trama, nel libro si trova il giovane Ernesto, non il comunista, anche se le idee nasceranno pian piano dall’effetto e dall’esperienza di questo viaggio, che lo cambierà per sempre. Ho trovato molto bella l’introduzione del padre nel libro, il suo punto di vista, la sua preoccupazione per quel figliolo che dentro è sempre stato un po’ inquieto. Tutto sommato non male, ma il film mi è piaciuto di più.

La profezia della curandera – Hernàn Huarache Mamani

9788838449918g Trama: Kantu è giovane, bella, piena di interessi e di entusiasmo. Vive a Cuzco, una città del Perù, e trascorre le sue giornate tra lo studio, gli amici, le feste. Non conosce nulla delle antiche tradizioni andine, della scienza della Pachamama, degli insegnamenti dei curanderos. Non la interessano. Un giorno, un evento inatteso sconvolge il suo universo, costringendola a confrontarsi con una realtà a lei incomprensibile. Disposta a tutto pur di conquistare l’uomo che ama, Kantu intraprende un cammino difficile che la porterà a riscoprire l’energia che c’è in lei. Tratto da una storia vera.

Quest’estate, dopo essere stata in Perù, avevo voglia di leggere qualcosa ambientato da quelle parti. Ed ecco che mi imbatto in questo libro e decido di prenderlo e leggerlo. Dopo un inizio un po’ fiacco il libro diventa interessante, specialmente da un punto di vista antropologico. Vengono descritte e raccontate le credenze andine e la vita della gente nelle campagne che si affidano ancora ai metodi tradizionali del posto. Interessanti anche i vari insegnamenti che vengono dati a Kantu, ma che possono essere utili a qualsiasi donna. Nonostante ciò verso la fine ho perso un po’ interesse per la storia che non mi ha coinvolta molto. Un libro comunque in generale scorrevole, adatto a chi ama conoscere altre culture e usanze attraverso i libri. 

 L’autore: Hernàn Huarache Mamani (Chivay, 3 marzo 1943) è uno scrittore e sciamano peruviano (indio quechua). Suo padre è un curandero e lui, seguendo gli insegnamenti e le indicazioni ricevute dal suo maestro, Anta Willki, trascorre diversi mesi dell’anno in Europa tenendo seminari e organizzando incontri tesi a diffondere e trasmettere l’amore per la pachamama e in generale il suo patrimonio spirituale. Laureatosi in economia all’Università di Arequipa, ha lavorato presso il ministero dell’agricoltura peruviano, ricoprendo l’incarico di economista. Ammalatosi gravemente, e guarito attraverso rimedi naturali dal padre curandero, scopre un nuovo cammino fino a diventare egli stesso curandero. Insegna inoltre lingua Quechua (lingua tradizionale andina) all’Università di Arequipa e da anni è impegnato in progetti di rivalutazione della cultura locale, devastata dai colonizzatori e mai più ripresasi. Mamani racconta del suo incontro avvenuto sul monte Ampato con un maestro a conoscenza di segreti mistici che gli sono stati trasmessi per diventare a sua volta tramite di diffusione nel mondo. Mamani ha tenuto e tiene tuttora diverse conferenze in Università e centri di ricerca di alta fama mondiale.