La sorella di Freud – Goce Smilevski

Titolo: La sorella di Freud
Autore: Goce Smilevski
Anno della prima uscita: 2007
Editore: Guanda
Pagine: 334

Descrizione: La voce narrante è quella di Adolfine Freud, una delle sorelle di Sigmund. Adolfine racconta la storia della sua famiglia e della Vienna di fine Ottocento e inizio Novecento dai campo di concentramento dove è stata rinchiusa nel 1938, per l’indifferenza e incuria del celebre fratello, che nella sua fuga a Londra ha portato con sé parenti e conoscenti, ma ha volutamente abbandonato le sorelle… Un romanzo ispirato a una storia vera che mette in luce un lato sconosciuto e controverso del grande padre della psicanalisi.

Ho letto questo libro perché mi è stato consigliato e perché mi interessava l’argomento. Ammetto però che non ho trovato esattamente quello che mi aspettavo. Parla poco o niente della deportazione e poco, a mio parere, anche di Freud e delle possibili motivazioni che hanno spinto la sua scelta di non includere le sorelle nella famosa lista che avrebbe potuto salvare loro da una tale fine. In realtà al centro di questo libro troviamo una donna che ha sofferto molto nella vita e che è stata accompagnata costantemente da una malinconia che non l’ha mai abbandonata. Lei stessa, pur non essendo pazza, ha passato molti anni in una clinica psichiatrica e in questa parte l’autore si sofferma a lungo e talvolta in modo ripetitivo, sulla riflessione di cosa significhi davvero pazzia, cosa sia la normalità, e simili. Da questo punto di vista è quasi filosofico…

Sicuramente è un libro molto profondo che porta a meditare. Ho amato la scrittura di questo autore macedone, di grande sensibilità e capacità di espressione delle emozioni. È anche assai triste. Incredibile quante tragedie ci siano state nella famiglia Freud… Lo consiglio soprattutto a chi ha voglia di fare un viaggio di riflessione (e forse anche un bagno di malinconia pura) e a chi si interessa di questi argomenti. Diciamo che a mio parere bisogna essere proprio nel mood giusto per poterlo leggere e apprezzare appieno. Meno consigliato a chi cerca solo una vera e proprio biografia.

La fine del mondo e il paese delle meraviglie – Haruki Murakami

In una piccola e spettrale città chiusa dentro mura che la separano dal resto del mondo, vivono abitanti privi dell’ombra e dei sentimenti, tranquilli al riparo di ogni emozione. Tra di loro, un nuovo arrivato ha il compito di leggere “i vecchi sogni” nel teschio degli unicorni, unici animali del luogo, cogliendo frammenti di memorie e di un’altra vita, di un’altra possibile dimensione. In parallelo, in un’asettica disumana e futuribile Tokyo, un uomo sarà coinvolto da uno scienziato tanto geniale quanto sconsiderato in un esperimento a rischio della vita che lo porterà a calarsi nei sottosuoli della città, in lugubri voragini animate da creature mostruose e maligne, metafore delle paure che agitano la coscienza di tutti. Ed è proprio lì, nel buio fondo della mente, che si troverà la chiave dell’enigma, la soluzione del mistero che lega i personaggi dei due mondi, che sono in realtà l’uno il riflesso dell’altro. Sarà possibile lo scambio tra le due dimensioni, il passaggio in entrambi i sensi, o il viaggio sarà senza ritorno?

Non capita tutti i giorni di leggere un libro così particolare e fuori dagli schemi. Murakami lo è già di suo, ma con questo (che tra l’altro è una delle sue opere iniziali) si distingue. Il libro è diviso in due mondi: uno interiore e uno esteriore, uno è La fine del mondo, l’altro è Il paese delle meraviglie. I capitoli si alternano e solo pian piano si comincia a cogliere il collegamento tra i due. Nessuno dei protagonisti ha un nome, ma sono tutti descritti con una loro peculiarità: abbiamo la ragazza grassa con il tailleur rosa, il professore (genio, ma secondo me anche un po’ matto), la bibliotecaria, il Guardiano, il Lettore di sogni, un 35enne informatico (cibermatico) all’apparenza ordinario… sembra quasi che la loro identità sia definibile solo da esse. La parte centrale, piuttosto prolissa, è puramente fantascientifica e assurda, un po’ troppo per i miei gusti… Ma d’altronde come descrivere le paure più profonde e le turbe dell’inconscio? Nel libro troviamo diversi simboli tipici della psicologia: l’ascensore, il viaggio nei sottosuoli (simbolo dell’inconscio sommerso), l’acqua, le mura, il Guardiano… molto freudiano, anche se c’è anche qualcosa di Jung.
Il libro è sicuramente impegnativo, spesso può risultare difficile seguire Murakami in tutti i suoi ragionamenti e non sempre ero sicura del messaggio che voleva trasmettere o del significato di alcuni simboli o metafore. Tuttavia l’esplorazione dell’inconscio e i vari richiami letterari e musicali li ho apprezzati. Non è un libro facile, logico, lo definirei più un trip che lascia storditi!

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Letture di ottobre

La notte e il giorno Wally Lamb (8,5)

Bel libro. Thomas e Dominick sono due gemelli monozigoti. Thomas è schizofrenico, Dominick no. Thomas è introverso, dolce, impacciato. Dominick è sociale, vuole divertirsi e sogna una vita normale. Dominick e Thomas sono come il giorno e la notte, ma sono gemelli e c’è anche qualcosa di profondo che li lega. Riflessione sull’origine delle malattie mentali… è una storia che si divide tra presente e passato alla ricerca di un perché l’uno ha sviluppato la schizofrenia e l’altro no…

Fiori nel fango Hillary Jordan (7)

Opera prima per questa autrice uscita abbastanza bene. Storia ambientata negli USA del ’39, affronta i temi del razzismo, della guerra, dell’amore e dell’adulterio. Storia narrata a più voci, coinvolgente, ma non particolarmente originale.

Mucho Mojo Joe R. Lansdale (7)

Secondo episodio del ciclo Hap&Leonard. Andrò controcorrente (forse), ma preferisco il Lansdale de La sottile linea scura oppure In fondo alla palude. Comunque anche con Hap&Leonard si passa qualche ora leggera e di lettura piacevole.

BestieJoyce Carol Oates (8)

È il primo romanzo che leggo di quest’autrice e devo dire che mi ha subito colpita per il suo stile. La storia mi ha un po’ ricordato Il giardino di cemento di McEwan, perché qui come lì, viene narrata una storia piuttosto morbosa e perversa. Leggendo in giro non si trovano molti pareri positivi, eppure io l’ho trovato perfetto nella trama e, come già detto, ho apprezzato molto il suo stile coinvolgente. Sicuramente leggerò altro di suo… se questo è uno dei peggiori, chissà come sono gli altri! 😉

Fahrenheit 451 Ray Bradbury

Mi astengo dal dare un voto. Dico solo che non mi è piaciuto… l’idea di base è interessante, ma lo stile di Bradbury non mi è andato proprio giù… pesante e noioso.

Fuoco amico – Abraham Yehoshua (7,5)

Adoro il modo in cui Yehoshua narra della vita e delle persone. In questo caso vengono affrontati i temi del lutto, del matrimonio e della famiglia in generale. C’è però anche tanto pessimismo sulla possibilità di convivenza tra ebrei e arabi, sulla perdita del figlio… e questo mi ha un po’ infastidita… Non mi sono rivista praticamente per nulla nelle idee dei personaggi del libro e forse per questo non ho saputo apprezzarlo appieno.

Das Versprechen Friedrich Dürrenmatt (7)

Tempo fa ho visto il film con Nicholson e mi era piaciuto. Al contrario ho fatto un po’ di fatica a leggere il libro. Non so, si dice che il libro è sempre più bello del film, ma ultimamente faccio una fatica bestiale a leggere i libri dopo aver già visto il film. Tutto (o comunque buona parte) il gusto della lettura vien perso… peccato.

 L’arte di ascoltare i battiti del cuore – Jan-Philipp Sendker (10)

Questo romanzo è per me la perla del mese. Mi ha emozionato molto e sebbene non lo si possa paragonare ai grandi romanzi l’ho trovato completo, perfetto. Bellissime le immagini mentali della Birmania (oggi Myanmar) e intensa la storia d’amore narrata. Adatto a tutti i cuori romantici 😉

Fiore di Neve e il ventaglio segreto – Lisa See (8)

Ambientato in Cina, narra la storia di Giglio Bianco e Fiore di Neve unite da una intensa amicizia. Mi ha fatto molto riflettere… l’amicizia femminile non è mai facile e spesso fa soffrire, però è sicuramente anche una delle cose più belle. Oltre a questo rapporto speciale tra laotong viene narrato tutto un periodo storico negli anni ottocenteschi cinesi e della cultura e delle tradizioni di allora. Il terribile processo della fasciatura dei piedi, la condizione sottomessa delle donne e molto altro. 

 In generale sono contenta delle letture di questo mese… 🙂 E voi lettori occasionali e non, che avete letto di bello?

Le passioni della mente – Irving Stone

Non so se avete mai letto qualcosa di Stone. È famoso per le sue biografie (romanzate) su diversi personaggi storici. Ecco qui in breve alcune delle più famose:
– Van Gogh: Brama di vivere
– Jack London: London: l’avventura di uno scrittore
– Michelangelo: Il tormento e l’estasi
– Heinrich Schliemann: Il tesoro greco
– Charles Darwin: L’origine
– Gli impressionisti: Vortici di gloria

Poi ha anche scritto quello che vi presento oggi: Le passioni della mente. Romanzo sulla vita di Sigmund Freud, considerato il padre della psicoanalisi.

 

Scheda libro:
Prezzo: 26,60 Euro
Pagine: 897
Editore: Corbaccio, 2009
Anno: 1971

Riassunto:
Sigmund Freud si laureò in Medicina a Vienna nel 1881 e ottenne, poco dopo, la libera docenza in Neuropatologia. Già durante questi suoi primi passi nella Clinica Universitaria il giovane Freud si era reso conto dell’esistenza di molte malattie mentali non riconosciute o giudicate, allora, incurabili dalle scuole tradizionali. Discepolo di Charcot a Parigi e della scuola ipnotica di Bernheim a Nancy, Sigmund Freud sviluppò molto presto i presupposti dottrinali della disciplina che poi fondò e rese universalmente riconosciuta, formandosi la convinzione che l’origine dei comportamenti anormali di tipo isterico andasse ricercata nell'”inconscio” dell’uomo e fatta risalire ad eventi psichicamente traumatici e dimenticati. Ne seguì la decisione di dedicarsi totalmente all’analisi della mente umana, delle sue passioni, dei suoi complessi, dei suoi tabù, mettendo a punto un metodo sperimentale empirico basato su numerosissime sedute con il paziente alla ricerca degli eventi condizionanti della sua esistenza e sull’interpretazione dei sogni ricorrenti: nasceva la psicanalisi. La teoria freudiana, secondo cui dall’evolversi della sessualità dipende largamente l’equilibrio della personalità, suscitò immediatamente enorme scandalo, ma al tempo stesso fornì la corretta chiave interpretativa di parecchie turbe psichiche.

Stone metteva sicuramente molta cura e si documentava davvero intensamente prima di scrivere una delle sue biografie. E devo dire che si nota. Quando si passa però tanto tempo a studiare una personalità interessante, poi al momento della scrittura si vorrebbe scrivere tutto ciò che si ha letto e si perde, forse, un po’ il senso della selezione. È vero che ogni singolo caso o persona che Freud ha conosciuto ha poi anche influito sullo sviluppo della sua persona, delle sue idee e alla fine anche sulla scoperta dell’inconscio e la nascita della psicoanalisi, però se tutto ciò lo si scrive, diventa un po’ troppo. Non so se si sarà capito, ma in generale ho trovato il libro interessante, ma troppo, troppo denso per essere un romanzo. Se ho scelto di leggere una biografia romanzata era anche per leggere della vita di Freud in modo scorrevole e leggero. In questo caso, invece, si avanza molto lentamente, in un continuo susseguirsi di casi simili, fino poi, dopo centinaia e centinaia di pagine, arrivare alle teorie finali freudiane. In una parola: pesante. Una selezione dei casi più importanti, sarebbe stata da fare… avrebbe reso il libro più scorrevole e facile alla lettura. Però alla fine va bene anche così… Anche se, per leggere una biografia romanzata così, tanto vale andare a leggersi direttamente i libri che Freud stesso ha scritto.

Consigliato: a chi vuole conoscere meglio il modo in cui sono nate le teorie freudiane e la personalità di Freud stesso o a chi per la prima volta vuole approcciarsi alla psicoanalisi.
Sconsigliato: a chi Freud già lo conosce, a chi cerca un riassunto semplice e chiaro delle teorie di Freud o a chi cerca un libro leggero.