#Libripertrentenni – Il meglio della vita di Rona Jaffe

9788854501713_0_0_307_75Il meglio della vita di Rona Jaffe è ambientato negli anni ’50 ed è un romanzo dedicato soprattutto alle donne. Trovo che sia molto azzeccato da leggere per le trentenni perché sicuramente porta a identificarsi, chi più chi meno, in una delle protagoniste. Io mi sono rivista un po’ di più nel personaggio di Caroline, donna intelligente, quella con maggior buon senso e grande ascoltatrice e persona di riferimento di tutte le amiche. Ha avuto un grande amore, ma è stata mollata prima del matrimonio, perciò si ritrova a dover cercare un lavoro e a riuscire a farlo egregiamente. Ma una parte di lei rimane sempre indecisa: diventare donna in carriera, senza legarsi mai totalmente a un uomo o lottare per non rinunciare al sogno d’infanzia di (quasi) ogni ragazza, quello di formare un giorno una famiglia? Accanto a Caroline, si incontra anche la sua coinquilina e amica Gregg che ha scelto la strada “ribelle”, ma poi neanche tanto. Anche lei finirà per innamorarsi e impazzire d’amore… E c’è April, forgiata da dolorose esperienze amorose, ma l’unica delle tre che riuscirà a coronare una sorta di felicità coniugale tanto ambita. Ci sono anche altre protagoniste meno importanti, ognuna con la sua storia.

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#Libripertrentenni: Fiesta di Hemingway

61fkskp8qrlIl primo libro che ho letto della lista dei libri per trentenni (non ci sono ancora arrivata, ma manca solo una settimana!) è Fiesta di Hemingway. Qualche anno fa ho letto Addio alle armi e mi avevo colpito positivamente. Al contrario, questo libro mi ha delusa, ma soprattutto mi ha annoiata molto. Prima di tutto tratta di un tema che a me disgusta un po’, ovvero della tradizione spagnola della corrida e quello che lo circonda (ovvero i giorni della fiesta, appunto). Pagine su pagine su questo, sinceramente non so come ho fatto a portarle avanti. Secondo, succede poco e niente di interessante in tutta la storia. C’è Brett, una donna indipendente che ama cercarsi il pollo da spennare, ma che sia anche bello e affascinante, di cui sono innamorati tutti gli uomini. Compreso il disgraziato protagonista, con cui ha avuto anche una storia, ma che ormai è relegato al ruolo di migliore amico e si deve subire tutte le avventure dell’amata. Non mi stupisce che cerca rifugio in lunghe notti passate a bere. Poi ci sono altri protagonisti, anche questi piuttosto banali e inspidi. Come detto, tutti innamorati di Brett, tutti che ci sono andati a letto, ma poi che sono anche stati mollati per qualcuno di più bello, ricco o divertente.

Non lo so, sinceramente è un libro un po’ deprimente. Si percepisce sicuramente una certa irriquietezza di chi è arrivato a una certa età, ma non è soddisfatto di quello che ha ottenuto o non ottenuto. Conduce una vita regolare, ma vuota, priva di grandi emozioni e senso. I protagonisti, per un motivo o un altro sono alla ricerca di una felicità che però non arriva mai, sono un po’ dei desperados. Quando ho chiuso il libro, l’unica cosa che ho provato, è un gran sollievo. Di certo, nessuno vorrebbe che i propri trent’anni fossero così…

In generale non mi sento di consigliarlo, ma chi lo sa, magari vi ha ispirato lo stesso e a voi potrebbe comunicare qualcosa d’altro.

Alla prossima 😉 e buone feste, per chi festeggia 🙂

Migliori libri per trentenni – Schiavo d’amore di Maugham

Trama: Il libro narra la storia di Philip, un ragazzo nato con un piede equino e rimasto orfano da piccolo. Dopo la morte dei genitori viene 5563d33e1328cfa933c64a46e7c007f3_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyaffidato agli zii che si occuperanno di lui. Fondamentalmente è un romanzo di formazione. Durante il libro si fa un viaggio insieme a Philip dai suoi primi anni di vita fino circa alla maturità dei 30 anni, attraversando le difficoltà del periodo della scuola, alle prime passioni e i primi amori, fino alla ricerca di una stabilità e soddisfazione personale.

È il secondo libro più celebre di Maugham ed è ritenuto un romanzo autobiografico, in quanto molte caratteristiche di Philip e della sua vita sono state vissute in prima persona anche dall’autore.

Il libro ha ben 619 pagine e costa 15 Euro (questa versione, almeno).

 

 

Le mie impressioni: Cosa ne penso, cosa mi è rimasto?

Quando ho comprato “Schiavo d’amore” e ho deciso di leggerlo, pensavo fosse un libro di formazione sì, ma incentrato soprattutto sull’ambito “relazionale”, se così si può dire. Nel senso che mi aspettavo che a un certo punto della sua vita, Philip avrebbe incontrato una donna, magari più matura di lui, che lo avrebbe letteralmente fatto suo schiavo e che questo avrebbe avuto su di lui un impatto importante dal punto di vista della comprensione di sé e della sua crescita personale. Se qualcuno di voi ha anche questo dubbio o questa aspettativa, voglio assolutamente avvisarvi che non sarà ciò che trovate! Non almeno in senso stretto.

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Donna per caso – Jonathan Coe

Trama: Per Maria non c’è nulla di certo. La sua vita è una sequenza di episodi accidentali. L’amicizia di chi la circonda non la smuove, e non la smuovono neppure le reiterate offerte di matrimonio da parte di Ronny, innamorato devoto. Le piace vivere dentro i confini che certamente sente come il suo mondo ma che altrettanto sicuramente sa non essere prodotto di una “sua” precisa volontà. Si laurea, si sposa, ha un figlio e continua a non capire come di quegli eventi si possa dire “la mia vita”. Esiste un grimaldello capace di far saltare l’apparente freddezza esistenziale di Maria? O tutto è destinato a finire com’è cominciato, vale a dire “per caso”?

Primo romanzo di Jonathan Coe e si nota. Sicuramente con il tempo la qualità delle storie è migliorata. La storia in sé si legge bene, il libro è corto, ci vuole poco. Maria è una ragazza bellissima, ma priva di qualunque emozione, o quasi. All’inizio si riesce ad essere abbastanza empatici con lei, è una che si distingue dalla massa, potrebbe essere una personalità interessante. Tuttavia dopo che la vita va avanti e lei incappa accidentalmente in continui eventi spiacevoli (per usare un eufemismo) e non fa assolutamente nulla per prendere in mano le redini della sua vita, ma si lascia trascinare e basta… beh comincia a snervare un po’…! Ne esce fuori il ritratto di una gioventù non goduta, profondamente infelice, solitaria, non compresa… Tristezza pura e anche un pizzico d’ansia, possibile poter subire così tanto senza mai reagire e rimanendo pressoché impassibile?

La storia di Maria in realtà mi ha suscitato diverse emozioni contrastanti e anche se parecchio di fastidio… vuol dire che in fondo il suo lavoro l’ha svolto comunque bene.