Il linguaggio dei fiori IV

Ecco gli ultimi fiori… quando torno dalle vacanze posterò anche la lista intera del dizionario dei fiori di Victoria. Il libro alla fine si è rivelato interessante soprattutto per questo aspetto, la storia in sé, invece, è carina, ma sinceramente nulla di particolarmente speciale. Mi ha anche irritata il fatto che alcuni fiori vengano “discriminati” solo perché un tempo il significato loro attribuito era negativo. Non è giusto! Anche perché molti di questi fiori sono bellissimi. Va bene quindi il significato, ma penso che non bisogna nemmeno esagerare! Magari si può considerarlo nelle occasioni speciali, quando si vuole fare un regalo personalizzato ad una persona specifica, ecco in quel caso, perché no? Del libro mi ha commossa il rapporto tra Elizabeth e Victoria e la storia di Elizabeth stessa, più che quella di Victoria… quel giacinto viola della sorella, perdonami ti prego, è un messaggio straziante.

Clematide: povertà

Primula: infanzia

Giglio: regalità

Camomilla: forza nelle difficoltà

Fiore di ciliegio: caducità

Aloe: dolore

Viola del pensiero rosso sangue: pensami!

Ramo di cipresso: lutto

Caprifoglio: devozione

Acacia: amore segreto

Muschio o musco: amore materno (l’unica pianta che cresce senza radici…)

Narciso: nuovi inizi

Garofano rosso: mi si spezza il cuore

Biancospino: speranza

Giacinto viola: perdonami, ti prego

E con questo chiudo. Domani vado in vacanza!!! Vi saluto di cuore, regalandovi delle cosmee:

Un link a wikipedia, dove il girasole viene riscattato! Mi sa che la Diffenbaugh non lo ama come fiore, perché tra i tanti significati possibili, ha scelto false ricchezze, al posto di allegria, orgoglio, devozione, molto più belli e secondo me anche azzeccati.

Un più completo dizionario tratto dal libro Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh lo trovate sul sito: http://www.illinguaggiosegretodeifiori.com/

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Il linguaggio dei fiori III

Ecco il significato dei fiori incontrati oggi:

Rododendro: stai attento

Il rododendro, considerato il re degli arbusti tra le piante da fiore sempreverdi dei paesaggi temperati, è un simbolo di eleganza, di bellezza e di temperanza in virtù della moderazione. Nel linguaggio dei fiori, è anche il fiore per suggerire cautela in vista di insidie, dettata dalla tossicità di alcune specie di rododendro. Antichi rituali e incantesimi magici sfruttavano invece i rododendri per i potenti poteri di protezione, in particolare dell’abitazione. Il significato del rododendro è anche quello di fragilità e incanto, queste due caratteristiche presenti nella pianta, si possono presentare anche in giovani donne, le quali non avendo ancora conseguito esperienza di vita, si lasciano ancora trasportare dalla balia degli eventi, essendo in questo modo persone fragili e facilmente attaccabili da chi vuol prenderle in giro, soprattutto quando elle sono dotate di bellezza tale da essere definita incantevole. Per questo motivo spesso si può richiamare sull’attenti questo tipo di ragazze, se elle ci sono amiche, ma anche quando sono sorelle o semplici conoscenti. Il modo più semplice per farlo è regalarle dei rododendri, poiché esse posseggono le stesse caratteristiche e incappano negli stessi pericoli che questo fiore presenta, ovvero quello di poter essere facilmente distrutto da tutti, basti solo un po’ di vento o di pioggia, ma se questo viene posto in un luogo sicuro, ovvero se metaforicamente la ragazza sta più attenta il pericolo è scampato, e la sua bellezza preservata.

 
Mughetto: felicità ritrovata
 
È il simbolo di portafortuna e della felicità ritrovata. La leggenda vuole che San Leonardo vinse un combattimento contro il diavolo, ma comunque ferito, le gocce del suo sangue caddero a terra dando origine ai bianchi campanellini del mughetto.
 
Pervinca: teneri ricordi

È stato il fiore prediletto da Jean Jacques Rosseau. Essa cresce spontaneamente quasi in tutta l’Europa. Presso i Celti, la pervinca era particolarmente cara agli stregoni, che la utilizzavano per confezionare pozioni ed infusi. In alcuni Paesi, i suoi fiori venivano sparsi davanti agli sposi come gesto benaugurante; in altre regioni, i suoi rami venivano incrociati per ricavarne corona da porre sulle tombe. Il valore simbolico della Pervinca è legato al ricordo; regalare una Pervinca esprime il desiderio di lasciare e conservare un dolce ricordo.

Crisantemo bianco: verità
Il Crisantemo, che per noi è il fiore dei morti, in Cina, Giappone e nei paesi anglosassoni è simbolo di gioia, vitalità e pace. In Cina e Giappone viene regalato alle Spose, in Inghilterra in occasione delle nascite. Il crisantemo rosso significa ti amo, bianco significa verità.
 
Vischio: supero tutti gli ostacoli
Gli antichi ritenevano che il vischio avesse poteri magici, forse per il particolare modo in cui si sviluppa, o forse per il fatto che spesso si trova sulle querce, alberi ritenuti sacri per i druidi gallici; sono infatti i druidi gallici che ci hanno tramandato le usanze che riguardano il vischio; nell’antica gallia le bacche venivano utilizzate nella medicina popolare, inoltre l’intera pianta veniva molto usata nei riti magici, ed era utilizzata come augurio per il nuovo anno.
Anticamente si riteneva che il vischio si sviluppasse sulle piante colpite dal fulmine, da questo si ricavava una derivazione divina della pianta, che quindi veniva utilizzata per preparare medicamenti, ma anche nel corso di riti magici e religiosi.
Nel periodo natalizio viene utilizzata per le decorazioni sulle porte, come simbolo di gioia, di fertilità, e di buonaugurio; molte popolazioni nell’antichità utilizzavano infatti il vischio come cura per varie malattie, tra cui la sterilità. Anche oggi gli estratti di vischio vengono utilizzati in erboristeria, per favorire la guarigione da moltissime malattie.
 
Menta piperita: calore di sentimenti
 
Pioppo bianco: tempo
 
Cactus: amore appassionato
 
Eliotropio: affetto devoto
  
Peonia: rabbia, vergogna
 
Fiore di nocciolo: riconciliazione
 
Orchidea: bellezza raffinata
 
Tiglio: amore coniugale
 
Gerbera: allegria
 
Giunchiglia: desiderio
 
Ranuncolo: il tuo fascino è radioso
 

Bocca di leone: presunzione

Il linguaggio dei fiori II

Si è scoperto che il significato dei fiori del libro è legato particolarmente all’epoca vittoriana, quindi può differire da altri, che magari hanno origini mitologiche o provenienti da altre tradizioni o dalle caratteristiche del fiore stesso 😉 Le spiegazioni del significato non provengono dal libro della Diffenbaugh, ma le ho trovate qua e là.

Stellaria: benvenuto

La Stellaria Maggiore deve il nome alla forma dei propri fiori, a stella; nell’antichità era, infatti, semplicemente chiamata con il nome latino stella. La tradizione attribuisce, inoltre, a questi fiori ed agli infusi derivati con gli stessi poteri medicali. Più precisamente la Stellaria Maggiore è indicata soprattutto per alleviare gli stati d’insofferenza e dolore delle ossa. In passato, era utilizzata come rimedio in caso di fratture. Da questa proprietà deriva il significato associato al fiore ovvero calma e pacatezza.

Margherita: innocenza

Si dice abbia facoltà profetiche. Gli innamorati la sfogliano per sapere se il loro amore è ricambiato. Nel Medioevo, le donne riconoscevano pubblicamente di essere amate e di riamare quando concedevano al loro cavaliere il permesso di ornare il proprio scudo con due margherite. Opposto è il messaggio che altri hanno assegnato al fiore: quando una donna non era sicura dell’affetto dell’amato si ornava la fronte con margherite. È il simbolo della semplicità, freschezza e purezza.

Rosmarino: ricordo

Rami di questo arbusto erano impiegati nell’antichità nei riti propiziatori ed in quelli funebri (quasi come l’incenso nei giorni attuali), per le caratteristiche che le venivano attribuite di allontanare gli spiriti malvagi. Nell’antica Grecia era consacrato ad Ares, il dio della guerra: rami di rosmarino venivano posti tra le braccia dei defunti come simbolo di immortalità dell’anima. Secondo Ovidio, poeta romano autore delle Metamorfosi, la prima pianta di rosmarino prese origine dal corpo della principessa persiana Leucothoe, sedotta da Apollo ed uccisa dal proprio padre, quando i raggi del sole ne lambirono le spoglie.
Nel Medioevo il rosmarino veniva usato per scacciare spiriti maligni e streghe durante i riti esoterici, e per molto tempo è stato utilizzato come amuleto per schermarsi dalle forze maligne e dalle malattie. Il suo profumo, molto persistente, era equiparato al ricordo, alla costanza, alla devozione, alla memoria; veniva perciò usato nei filtri d’amore per incantare il cuore ed attirare i ricordi amorosi. Anche nell’Amleto di Shakespeare il rosmarino simboleggia la memoria.

Aquilegia: abbandono

L’aquiligia ha anche molti altri significati, provenienti da diverse epoche e tradizioni. Oltre l’abbandono, può anche simboleggiare la follia (per il fatto che il fiore con la sua forma bizzarra ricordava il cappello di un giullare), il capriccio, l’egoismo e l’esibizionismo.

Agrifoglio: lungimiranza

I Druidi lo usavano per cacciare gli spiriti maligni; Plinio il Vecchio, nel primo secolo A.C., consigliava di piantarlo vicino alla porta di casa, per proteggerla dalla perfidia dei malvagi. In molti paesi del Nord, nel Medioevo, si pensava che questa pianta fosse dotata di un potere superiore a quello degli aggressori e la capacità di proteggere dalle intemperie nelle lunghe notti buie in inverno. L’agrifoglio ha conservato il significato di eternità e aggressività, date le sue foglie pungenti. E’ usato per addobbare la casa durante il periodo natalizio, fa spesso parte di “scacciaguai”. Esiste anche una particolare varietà di agrifoglio e cioè quello sudamericano, Matè, che ha foglie poco spinose dalle quali, una volta essiccate e tostate, si ricava un ottimo infuso eccitante.

Mandorlo comune: indiscrezione

Rosa rossa: amore; Rosa gialla: infedeltà, gelosia

Sin dai tempi più antichi è stata considerata la “regina dei fiori”, diventando simbolo di eleganza, di bellezza e di fragilità. É da sempre il fiore più cantato dai poeti e nominato sia dagli antichi scrittori che dai libri sacri delle varie religioni. Gli antichi greci la consideravano il fiore di Venere, della quale cingevano le statue con fiori di mirto e di rosa. L’isola di Rodi prende il nome da questo fiore ed era chiamata “l’isola delle rose”. Innumerevoli sono le leggende greche nelle quali è coinvolto questo fiore. Nell’antica Roma, testimoniate fin dal I secolo d.C., si tenevano le Rosalia o festa delle rose, che rientravano nel culto dei morti. Agli albori del cristianesimo la rosa era coltivata perché le sue spine ricordavano la passione di Cristo, ma pian piano questo fiore è andato sempre più associandosi al culto della Madonna, il cui cuore è raffigurato trafitto da spine di rosa. Simbolo anche della riservatezza, una rosa stilizzata a cinque petali fu spesso utilizzata per ornare i confessionali con la scritta “sub rosa”, sotto il sigillo del silenzio e della discrezione. Oggi si attribuiscono diversi significati alla rosa a seconda del colore del fiore: la rosa rossa simboleggia l’amore passionale, quella bianca l’innocenza, la purezza e l’amore spirituale, la rosa gialla il tormento e la gelosia, quella rosa l’amicizia.

Girasole: false ricchezze, allegria, orgoglio

È un fiore che ha origini antiche: nell’America settentrionale sono stati trovati resti di questo fiore che risalgono a tremila anni prima di Cristo. Gli Indiani d’America lo consideravano una pianta sacra in quanto consentiva all’uomo di farne molteplici usi. In Perù è l’emblema del Dio Sole. E’ dal Perù che il girasole venne per la prima volta importato in Europa. Il girasole fu apprezzato dal Re Luigi XIV, il Re Sole e durante l’età vittoriana, in Gran Bretagna, venne disegnato su stoffe, inciso nel legno, forgiato nei metalli; Oscar Wilde volle il girasole come simbolo del movimento estetico che lui stesso aveva fondato. In Italia, poeti come Eugenio Montale e Gabriele D’Annunzio hanno elogiato il girasole nei propri versi. Nelle opere di Van Gogh la presenza del fiore è ricorrente.

Il linguaggio segreto dei fiori

Stamattina ho cominciato a leggere il libro di Vanessa Diffenbaugh. Siccome trovo molto interessante il significato che si nasconde dietro ai fiori, durante il periodo di lettura inserirò man mano una foto del fiore con il suo significato accanto, in modo da avere alla fine una specie di mini enciclopedia.

Ecco i primi tre:

La calendula o calendola: dolore e sofferenza

La Calendula contrariamente a quello che ci si può aspettare ha un significato non gioioso nel linguaggio dei fiori. La sua origine è legata ad una antica leggenda greca: Afrodite, profondamente addolorata per la morte del suo amante Adone iniziò a piangere e come le sue lacrime toccavano terra si trasformavano in calendule. Da qui il suo significato di dolore, dispiacere, pene d’amore.

Il cardo campestre: misantropia

Altri cardi hanno anche un significato positivo.

Basilico secco: odio

Anche qui è da sottolineare che è solo il basilico secco ad avere questo significato. Quello normale può simboleggiare o la fertilità oppure il lutto (ricordate la storia di Boccaccio? Lisabetta da Messina).

Dalia viola: dignità

La lavanda: diffidenza

Nel linguaggio dei fiori la lavanda può avere due significati distinti e contradditori tra loro.

Il primo significato si rifà ad un’antica tradizione che racconta che la lavanda venisse usata nell’antichità contro i morsi dei serpenti e raccomandavano di strofinarla sulle ferite, dopo averla lasciata macerare in acqua. Era quindi considerata un antidoto, ma si diceva anche che all’interno dei suoi cespugli i serpenti vi facessero il nido, soprattutto gli aspidi, quindi i popoli antichi si avvicinavano ad essi con grande cautela. Da questa credenza è derivato il suo significato nel linguaggio dei fiori vale a dire “diffidenza”.

Il secondo significato della lavanda è legato invece a sentimenti più miti e regalare della lavanda vorrebbe dire “il tuo ricordo è la mia unica felicità”.

Oltre al libro della Diffenbaugh ho consultato anche dei dizionari online sul significato dei fiori 😉 Vedrò anche in biblioteca se riesco a trovarne uno, per fare un paragone.